Interrogazione sulle colonnine elettriche, Piano per il diritto allo studio e DUPS 2027-2029: le posizioni di Mezzago Democratica in una seduta di circa tre ore
Il Consiglio comunale di Mezzago si è riunito il 25 settembre con sette punti all’ordine del giorno, assenti i consiglieri Biffi e Nosdeo. Una seduta lunga e tecnica, dal clima complessivamente corretto, in cui Mezzago Democratica ha portato ancora una volta dati, domande precise e proposte.
Il gruppo ha votato a favore dei provvedimenti condivisi (variazione di bilancio, statuto di CEM Ambiente, criteri per il regolamento degli uffici) e contro il Piano per il diritto allo studio e il DUPS 2027-2029, entrambi approvati dalla maggioranza per 7 voti a 4.
Comunicazioni: convocazione tardiva, il caso Nosdeo, Brianzacque-BEA
In apertura, nelle comunicazioni, il nostro capogruppo Alessandro Vitali ha segnalato che l’avviso del Consiglio comunale è comparso sul canale WhatsApp del Comune, a cui sono iscritti quasi mille cittadini, solo alle 19.11 del giorno stesso. Per il futuro, ha chiesto di pubblicarlo con maggiore anticipo e di tornare a manifesti grandi e ben visibili nelle pubbliche affissioni, come avveniva fino a poco tempo fa. Il Sindaco ha parlato di un “problema tecnico” e ha promesso di informare gli uffici.
Il consigliere Severgnini ha poi letto la comunicazione con cui il gruppo di maggioranza ha posto fine al percorso comune con il consigliere Nosdeo, con effetto dall’11 settembre. Nosdeo resta comunque in Consiglio, anche se era assente durante questa seduta.
Giorgio Monti ha chiesto conto della formula: il regolamento prevede che sia il consigliere a poter uscire dal gruppo, non che il gruppo possa escluderlo. La Segretaria Comunale ha confermato che una procedura di esclusione non esiste e che, se il consigliere Nosdeo non vuole uscire dal gruppo “Cambia Mezzago”, continuerà formalmente a farne parte.
Il Sindaco ha infine riferito che la Corte dei Conti ha espresso un parere parzialmente negativo sull’aggregazione tra Brianzacque e il gruppo BEA, già approvata dal Consiglio all’unanimità a giugno. La Corte chiede di approfondire cinque punti: il confronto con le alternative, gli scenari di mancato avveramento delle condizioni sospensive, la convenienza economica e la sostenibilità finanziaria, il rapporto tra la partecipazione in BEA e quella in CEM, l’effettività del controllo analogo congiunto.
Una nuova delibera è attesa a ottobre. Alcuni di questi nodi erano già stati posti da Monti nella seduta di giugno, quando aveva invitato alla cautela sulle sinergie stimate e sul ruolo di CEM.
Colonnine elettriche: chi controlla?
Il primo punto è l’interrogazione di Mezzago Democratica sullo stato di funzionamento, gestione e monitoraggio delle colonnine di ricarica. A Mezzago ci sono 11 infrastrutture: 6 di proprietà del Comune, realizzate a fine 2022 con un investimento rendicontato di circa 173 mila euro (con contributo di Regione Lombardia), e 5 installate da Enel X-Way su suolo pubblico.
Alessandro Vitali ha spiegato che l’interrogazione nasce dalle segnalazioni dei cittadini e da un accesso agli atti presentato a luglio, con la documentazione completa arrivata solo all’inizio di settembre. Nella corrispondenza tra ufficio tecnico e gestore compaiono, ancora nell’autunno 2025, problemi di comunicazione con il sistema di gestione, errori sui connettori, un display difettoso. Da qui la domanda: che cosa è successo tra il 2022 e il 2025 e, soprattutto, chi stava controllando?
«Un’amministrazione non esaurisce il proprio compito quando inaugura un’opera, quando approva una delibera o quando offre un servizio. Quello è l’inizio», ha detto Vitali, ricordando che amministrare «significa anche e soprattutto controllare».
Domenica 13 settembre, giorno di presentazione dell’interrogazione, il gruppo ha verificato tramite le app dei gestori che tutte e sei le colonnine comunali risultavano indisponibili, in manutenzione o fuori servizio. Vitali ha anche telefonato all’assistenza del gestore, che ha confermato che nessuna delle sei era funzionante.
Quello stesso giorno, alcune colonnine Enel X-Way risultavano invece operative: nessuno sostiene, infatti, che a Mezzago sia impossibile ricaricare un’auto elettrica.
Il gruppo ha inoltre chiesto se fossero stati incassati gli 8 mila euro di canone relativi al 2025 e al 2026 dovuti da Enel X-Way, che, al momento del sollecito di luglio, non risultavano ancora versati.
Otto domande puntuali, con un obiettivo dichiarato: «ci interessano date, dati e fatti».
La risposta del Sindaco
Il Sindaco ha ricostruito la vicenda. Le colonnine sono state realizzate nell’ambito di un progetto regionale, collaudate e hanno funzionato, ma con volumi di utilizzo estremamente contenuti. La gara per la concessione è andata deserta e l’unico operatore disponibile è stato Emobitaly, a cui il servizio è stato affidato tramite MEPA per 2.800 euro più IVA.
Il nodo, ha detto, sono i costi: oltre 12 mila euro l’anno di costi fissi per i contatori delle sei colonnine. Il Sindaco ha spiegato di aver individuato la tariffa ARERA dedicata alla ricarica pubblica, ma di non essere riuscito a ottenerla: A2A non ha accolto la richiesta. Il contratto di fornitura elettrica, scaduto il 31 agosto 2026, non è stato rinnovato.
Sono in corso verifiche tecniche congiunte tra gestore e produttore, ma non è possibile indicare una data certa per il ripristino. Problemi analoghi, ha aggiunto, riguardano le colonnine di Bellusco, gestite da un altro operatore. Il monitoraggio sarà «ulteriormente strutturato» e gli 8 mila euro di Enel X-Way seguiranno l’ordinaria procedura di riscossione dei residui attivi.
La replica di Mezzago Democratica
Vitali si è detto non soddisfatto: le otto domande chiedevano date e attività di controllo precise, e la ricostruzione del Sindaco non le ha fornite. Alla prima domanda posta con l’accesso agli atti, quante colonnine ci sono e quali funzionano, al gruppo è stato risposto di scaricare le app dei due gestori. Per Vitali un Comune che investe 173 mila euro di risorse pubbliche, pur con un contributo regionale, e non sa rispondere puntualmente su quali impianti funzionino, pratica «una gestione del denaro pubblico quantomeno discutibile».
Il cittadino con un’auto elettrica, ha aggiunto, a quasi quattro anni dall’installazione ha ragione a lamentarsi, mentre tutti i documenti di programmazione parlano di mobilità sostenibile. L’auspicio del gruppo è accelerare il ripristino e aumentare il controllo.
Il Sindaco ha poi preso nuovamente la parola, pur avendo ricordato che non era prevista un’altra ripresa, per precisare che le informazioni sullo stato delle colonnine sono pubblicate sui siti dei gestori.
Piano per il diritto allo studio 2026-2027: risorse sì, visione no
L’assessore Severgnini ha presentato il piano: popolazione scolastica in calo su tutte le categorie, spese per 433.700 euro a fronte di 118.600 euro di entrate, quindi circa 315 mila euro a carico del Comune, a cui si aggiungono 15 mila euro di manutenzione straordinaria. Il riequilibrio del contratto di ristorazione (0,23 euro a pasto, circa 8.300 euro nel 2026) è stato coperto dal Comune senza aumenti per le famiglie.
Vitali ha ringraziato gli uffici, che quest’anno hanno portato il piano in Consiglio in anticipo, e ha riconosciuto l’impegno economico, compreso l’aumento del costo dei pasti assorbito dal Comune. Poi ha indicato i limiti.
Partecipazione. Il piano richiama l’articolo 3 della Costituzione e la necessità di sinergie, ma manca ancora la commissione scuola, chiesta dal gruppo da anni: uno spazio in cui scuola, famiglie, amministrazione, opposizione e, nelle forme opportune, i ragazzi possano confrontarsi. Per Vitali i ragazzi sono «il grande assente» del piano: non solo destinatari di servizi, ma protagonisti. L’esempio citato è il Mezzaghero, l’informatore scritto direttamente dai ragazzi.
Calo degli iscritti. Alla primaria si è passati da 10 classi e 213 iscritti nel 2022-23 a 7 classi e 136 iscritti. Il calo demografico non è responsabilità dell’amministrazione, ma serve un’analisi: quali previsioni per i prossimi anni, quanti bambini residenti scelgono scuole fuori Mezzago e perché. Il gruppo ha chiesto anche di inserire nelle tabelle i dati della scuola dell’infanzia Ferrario.
Assistenza educativa. Per 9 alunni della primaria sono previste 47 ore settimanali, poco più di 5 a testa. Per 12 alunni delle medie sono 55, cioè 4,5 a testa. Nelle superiori, dove paga la Regione, lo standard è di 8,66 ore per alunno. La spesa prevista, 91 mila euro, è uguale a quella dello scorso anno. Il Sindaco ha risposto che esiste un obiettivo di riferimento e che le ore pro capite sono aumentate. Monti ha replicato che la serie storica dice altro: più che tendere all’obiettivo, si è scesi e si è scelto di restare a un livello inferiore.
Pre e post scuola. Un servizio fondamentale per conciliare tempi di vita e lavoro, ha detto Vitali, citando il tasso di occupazione femminile italiano (58% tra i 20 e i 64 anni, contro il 72% della media europea, dati Eurostat). Ma a fronte di una spesa prevista di 11.991 euro le entrate sono 11.946 euro: il costo ricade quasi interamente sulle famiglie. Una scelta discutibile, in un momento di aumenti generalizzati.
Tariffe della mensa. Il gruppo auspica maggiore progressività: oltre i 15 mila euro di ISEE, anche potenzialmente a 100 mila, la tariffa è sempre la stessa, 5,57 euro.
Contributo per la prosecuzione degli studi. Oggi premia i voti. Vitali ha proposto di trovare modalità, su indicazione di insegnanti e compagni, per premiare anche chi si distingue per crescita personale e contributo alla classe. Ha chiesto infine un rendiconto consuntivo dei progetti finanziati, per deliberare con più elementi.
Altre risposte sono arrivate dall’assessore: il progetto “nuoto in cartella” non è stato richiesto dalla scuola, che coprirà le ore di motoria con collaborazioni gratuite con le società sportive, e la commissione mensa non ha segnalato criticità rilevanti.
Nella dichiarazione di voto Vitali ha ribadito che il gruppo non nega l’importanza degli interventi né lo sforzo economico, ma che stanziare risorse è «necessario ma non sufficiente». Serve una visione di dove si vuole portare la scuola e la comunità educante di Mezzago. Voto contrario: 7 favorevoli, 4 contrari.
Variazione di bilancio: sì, dopo la commissione
La variazione al bilancio 2026-2028 è contenuta: circa 22 mila euro di maggiori spese, tra cui 6.100 euro per sostituire il bollitore della mensa, 5.500 euro per una caldaia e altri interventi sugli edifici, 3.000 euro per la manutenzione degli ascensori, 2.000 euro per i mezzi comunali. Dopo l’esame in commissione bilancio, Vitali ha annunciato il voto favorevole: misure condivisibili, di ordinaria manutenzione e di sostegno sociale. Approvata all’unanimità.
DUPS 2027-2029: il metodo dev’essere la partecipazione
Il punto più corposo della serata. L’assessora Visconti ha presentato il Documento unico di programmazione semplificato, missione per missione.
Vitali ha riconosciuto che il documento fotografa un ente senza particolari tensioni finanziarie. La domanda, ha detto, è quale capacità di iniziativa e programmazione si costruisca su questa base. E il metodo, per il gruppo, è uno: la partecipazione.
Partecipazione: i fatti
Il Sindaco ha citato come esempi di coinvolgimento le assemblee sul Bosco in Città e sul PEBA. Vitali ha ricostruito come sono andate realmente le cose:
- per il Bosco in Città è stata fatta una sola assemblea, a decisione già presa, con dieci giorni per presentare osservazioni. Il gruppo le ha presentate insieme ad altri due soggetti e nessuno ha mai ricevuto alcuna risposta;
- per il PEBA, nella prima riunione, in sala civica c’erano circa dieci persone. Il gruppo è favorevole al piano e lo ha votato all’unanimità, ma dal punto di vista della partecipazione il risultato non è stato sicuramente raggiunto.
Streaming e comunicazione sono strumenti utili, ha aggiunto, ma comunicazione e partecipazione sono cose diverse.
Il municipio attuale e il sondaggio
Nel DUPS compare per la prima volta l’attuale sede municipale, con l’ipotesi di valorizzarla tramite «concessione, locazione o alienazione». Vitali ha chiesto una smentita immediata su quest’espressione, che tuttavia non è arrivata.
Ha ricordato poi che il sondaggio online sull’uso futuro dell’attuale muncipio arriva a decisioni già prese: prima sarebbe stato il caso di chiedere ai mezzaghesi se la priorità fosse davvero costruire un nuovo municipio. E un link diffuso su WhatsApp non è partecipazione, anche perché molte persone anziane hanno difficoltà con lo strumento e servirebbero moduli cartacei.
Il Sindaco ha risposto che nulla è deciso e che mantenere tutte le ipotesi serviva ad avere ogni possibilità davanti. Il sondaggio, con quasi 200 interazioni e scadenza al 16 ottobre, sarà seguito da un’assemblea pubblica. Vitali ha osservato che 200 risposte su 4.526 residenti sono una netta minoranza, e che il gruppo una mozione per un’assemblea pubblica l’aveva già presentata mesi fa.
Priorità: area feste e centro sportivo
Sull’area feste (292 mila euro, di cui 160 mila di contributo regionale non revocato) Vitali ha sostenuto che si deve partire dall’analisi dei bisogni, non dal contributo disponibile, infatti il solo PEBA stima quasi un milione di euro di manutenzioni sugli edifici pubblici presenti in paese.
Il Sindaco ha risposto che il progetto nasce da un disegno preciso: un’«operazione volano» per ridare centralità alle aree del paese. Nel corso dell’intervento si è rivolto all’opposizione dicendo: «non avete capito o non lo volete capire».
Sul centro sportivo, acquistato dal Comune e fermo da anni, Vitali ha ricordato che in passato ospitava 9-10 squadre e che oggi a Mezzago non c’è un’associazione di pallacanestro, pallavolo o tennis, le discipline che le scuole proporranno ai bambini. Il Sindaco ha replicato che nel 2019 era attiva solo una squadra di ragazzini, poi chiusa, e che le associazioni «sono fatte da persone».
Le domande di Monti
Monti ha posto una serie di domande puntuali:
- con quale atto sia stata definita la modalità di raccolta dei dati del sondaggio e come vengano trattati;
- perché l’intelligenza artificiale non sia mai citata nel documento, pur essendoci obblighi per le amministrazioni di definire protocolli e policy. Il Sindaco ha ammesso che nel DUPS non compare, ma ha spiegato che è già in uso negli uffici da poche settimane e che le regole seguiranno;
- se la consulta giovani esista formalmente: non ha visto atti. La risposta dell’assessore ha descritto le attività avviate con Spazio Giovani, senza indicare un atto istitutivo;
- la partecipazione del Comune al bando regionale sulle comunità energetiche, con la sua fase due per la produzione di energia sostenibile;
- il senso della «digitalizzazione completa degli atti».
Sui gemellaggi, a cui hanno partecipato solo tre giovani, Monti ha suggerito un’iniziativa dedicata, riservata ai giovani e non un posto al seguito della delegazione istituzionale.
Sugli asparagi, la risposta del Sindaco gli è parsa indicare una visione limitata della questione.
Il voto
Nella dichiarazione di voto Vitali ha spiegato che il gruppo condivide molti obiettivi del documento, ma non le priorità dell’amministrazione:
- un’offerta sportiva estremamente limitata;
- Spazio Giovani con aperture ancora troppo ridotte, tanto che i ragazzi si riversano in strada o in biblioteca;
- politiche culturali quasi assenti, con le associazioni che svolgono un lavoro straordinario di supplenza costante;
- il Bosco in Città, dove l’intervento ha superato le esigenze di sicurezza e su gran parte del bosco è stato fatto un taglio raso: una ferita ancora aperta. Bellusco, ha ricordato, ha invece avviato con Fondazione Cariplo il progetto “Strategia Clima”.
Al Sindaco, che aveva presentato il nuovo municipio come fulcro del paese, “a metà tra il Co de chi e il co de là”, Vitali ha risposto:
«L’unità non si costruisce con un nuovo municipio, ma si costruisce con l’apertura e con l’atteggiamento delle persone».
Ha ricordato infine che in circa due anni e mezzo il gruppo ha presentato 26 proposte tra mozioni, interrogazioni ed emendamenti, e che questo contribuisce a mantenere attenta la cittadinanza.
Voto contrario: 7 favorevoli, 4 contrari.
CEM Ambiente e ordinamento degli uffici: unanimità
Sul nuovo statuto di CEM Ambiente il Sindaco ha illustrato le novità: il comitato di indirizzo e controllo passerebbe da 7 a 9 componenti, con un posto riservato a un comune sotto i 5.000 abitanti in ciascuna area territoriale, e un maggiore peso dei suoi pareri. Il rinnovo dell’affidamento del servizio rifiuti a Mezzago sarà una valutazione distinta, attesa a ottobre.
Monti ha chiesto a che cosa serva il nuovo articolo 5 del regolamento del comitato, sul controllo a cascata, e se sia funzionale a iniziative societarie in vista. Il Sindaco ha risposto che oggi non risultano possibilità note. La segretaria ha osservato che, anche nelle norme sul recesso, una convergenza attorno a CEM sembra ormai evidente, pur senza comunicazioni formali. Monti ha aggiunto che alcune previsioni sembrano funzionali a mantenere la compagine societaria, il che può avere senso a fronte di un contratto di servizio lungo il doppio dei precedenti. Approvato all’unanimità.
Sui criteri per il nuovo regolamento degli uffici e dei servizi, che sostituirà quello del 1999, Monti ha condiviso l’esigenza di aggiornamento e ha suggerito di costruire il regolamento in sezioni, aggiornabili autonomamente, e di condividerlo il più possibile con le rappresentanze dei dipendenti. Ha ricordato che il regolamento non passerà in Consiglio, perché è di competenza esclusiva della Giunta: per questo i criteri di oggi sono un indirizzo. Approvato all’unanimità.
Il bilancio della serata
Mezzago Democratica è entrata nel merito di ogni punto: ha studiato i documenti, fatto domande precise e votato caso per caso. Ha detto sì alla variazione di bilancio, allo statuto di CEM e ai criteri per gli uffici. Ha detto no a un Piano per il diritto allo studio e a un DUPS in cui le risorse ci sono, ma mancano priorità condivise, una visione e una partecipazione reale.
Il messaggio ai cittadini è semplice: fare opposizione non significa votare contro tutto. Significa leggere i documenti, fare le domande giuste, riconoscere quando una scelta è corretta e verificare che ciò che si annuncia funzioni davvero, dalle colonnine pagate con denaro pubblico alle ore di assistenza per i ragazzi che ne hanno bisogno. Continueremo a farlo.
Il Gruppo di Mezzago Democratica
