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Consiglio comunale di Mezzago del 29 giugno 2026

Memoria, equità e trasparenza al centro della seduta: le proposte e le prese di posizione di Mezzago Democratica sui principali provvedimenti discussi in Consiglio. 

Il Consiglio Comunale di Mezzago si è riunito il 29 giugno per discutere i quattro punti all’ordine del giorno. Una seduta densa, che ha toccato temi molto diversi tra loro: dalla memoria civile alla finanza pubblica, dal futuro dei servizi idrici e ambientali della Brianza fino al bilancio della rete bibliotecaria

In ogni passaggio, i consiglieri di Mezzago Democratica hanno portato in aula argomentazioni puntuali e documentate, andando spesso oltre la semplice dialettica con il gruppo di maggioranza (Cambia Mezzago) per entrare nel merito tecnico e valoriale delle questioni.

La mozione per la verità su Luca Attanasio

Ad aprire la seduta è stata la mozione presentata dal gruppo di Mezzago Democratica, che chiedeva al Parlamento l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sugli omicidi dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, del carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e dell’autista congolese Mustafa Milambo, uccisi il 22 febbraio 2021 durante un attacco a un convoglio del Programma Alimentare Mondiale nella Repubblica Democratica del Congo. La mozione impegnava inoltre il Comune a promuovere iniziative pubbliche dedicate alla memoria delle vittime e alla diffusione della cultura della pace.

Nel presentare il testo, il capogruppo Alessandro Vitali ha ricordato come, a oltre cinque anni dai fatti, restino ancora aperti numerosi interrogativi. Tra i punti sollevati da Vitali c’è stata la mancata richiesta da parte dello Stato italiano di revoca dell’immunità diplomatica dei funzionari delle Nazioni Unite. Secondo il capogruppo, questo avrebbe permesso di accertare nel merito eventuali responsabilità nell’organizzazione della missione. 

Il consigliere ha poi ampliato la riflessione sulla figura di Attanasio, definendolo un «esempio di servizio al Paese e alle Sue istituzioni». Da qui il richiamo a un’idea di patriottismo intesa come «servire lo Stato con umiltà, senso del dovere e spirito di servizio», in contrapposizione a una visione fondata sul nazionalismo, sulla divisione e sulla ricerca di un nemico. 

La maggioranza ha dichiarato di condividere l’impianto della mozione, proponendo però un emendamento che accorpava i primi due impegni del dispositivo. 

Giorgio Monti ha chiesto conto della modifica, osservando che il testo originario distingueva volutamente la commemorazione di Attanasio dall’impegno più generale per la promozione della pace e dei diritti umani, e che l’accorpamento rischiava di attenuare questo secondo aspetto. 

Alessandro Vitali ha successivamente accettato l’emendamento per favorire un voto unitario, ma ha contestato l’inserimento del verbo «continuare» riferito alle iniziative di pace del Comune, ricordando come tante  altre proposte avanzate negli ultimi mesi da Mezzago Democratica – dal cessate il fuoco a Gaza alla campagna “R1PUD1A” di Emergency, fino all‘adesione all’appello per la manifestazione per la pace di Vimercate sottoscritta da oltre 200 amministratori locali – fossero state respinte, «con motivazioni pretestuose» e, in alcuni casi, senza nemmeno un confronto diretto ma «a mezzo stampa». 

La mozione, così emendata, è stata infine approvata all’unanimità.

Rottamazione quinquies: il no per equità

Il Consiglio ha poi approvato l’adesione del Comune alla “rottamazione quinquies”, la definizione agevolata prevista dalla normativa statale che consentirà ai contribuenti di regolarizzare debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, versando il solo capitale e le spese di notifica, senza sanzioni né interessi. Per il Comune si tratta di crediti ormai considerati di difficile riscossione, per un valore complessivo di circa 627 mila euro, già stralciati dal bilancio, che potrebbero così essere recuperati almeno in parte.

Pur riconoscendo la logica tecnica e contabile del provvedimento, il capogruppo Alessandro Vitali ha richiamato il principio di equità nei confronti dei cittadini che hanno sempre rispettato le scadenze fiscali, spesso affrontando sacrifici economici, rinunciando ad altre spese o riorganizzando il bilancio familiare pur di adempiere ai propri obblighi tributari

«Il rischio è che si rafforzi una convinzione pericolosa: che attendere, in fondo, possa convenire», ha osservato, sottolineando come il ripetersi di strumenti di definizione agevolata finisca per indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione.  

Giorgio Monti ha inoltre invitato la maggioranza a monitorare gli effetti concreti della misura, chiedendo di verificare nei prossimi mesi quale sarà l‘effettivo gettito recuperato e osservando come la rottamazione, da sola, non possa sostituire un’efficace attività di riscossione.

In dichiarazione di voto, Vitali ha spiegato che il gruppo avrebbe scelto l’astensione: dopo quattro precedenti definizioni agevolate, la riproposizione dello strumento rischia infatti di trasformare un provvedimento eccezionale in una prassi ordinaria, penalizzando i contribuenti più corretti. 

La delibera è stata approvata con 7 voti favorevoli e le 3 astensioni di Mezzago Democratica.

Brianzacque-BEA: sì con vigilanza

Il punto più corposo della serata ha riguardato l’aggregazione societaria tra Brianzacque e il gruppo BEA, verso la nascita di un’unica multiutility pubblica per acqua, rifiuti ed energia in Brianza

Giorgio Monti ha ricostruito con precisione il contesto storico e normativo: ha ricordato come Regione Lombardia abbia scelto di organizzare il servizio idrico per ATO su base provinciale, una scelta che a suo giudizio “non ha granché senso“, perché reti e impianti non seguono i confini amministrativi ma esigenze diverse. Ha richiamato la stagione del referendum sull’acqua pubblica e il lungo percorso di fusioni e incorporazioni che ha reso Monza e Brianza la prima provincia a dotarsi di un gestore idrico unico e interamente pubblico, definendo Brianzacque una società “manifestamente efficiente ed efficace“.

Sul merito industriale dell’operazione, Monti ha messo in fila più di un dubbio puntuale. 

Sulle sinergie energetiche stimate, pari a 23 milioni di euro, ha invitato alla cautela, notando quanto sia incerto il quadro su cui si basano: “domani vediamo cosa fa Trump, e magari quel 23 diventa 12, o diventa più, che chi lo sa” – a suo giudizio una sinergia poco solida su cui costruire previsioni di lungo periodo. 

Sulla gestione dei fanghi di depurazione, altro fronte indicato come punto di forza, ha osservato che il beneficio reale resta marginale: “la gestione dei fanghi pesa poco“. 

Ha inoltre fatto notare come l’operazione unisca due società di natura finanziaria opposta — Brianzacque, sorretta da un’ampia capacità di credito garantita dalle bollette del servizio idrico, e BEA, fortemente capitalizzata negli impianti ma priva di una gestione diretta dei servizi — rendendo le stime di sinergia meno immediate di quanto sembrino sulla carta.

Il nodo vero, per Monti, resta un altro: la multiutility diventa tale “per davvero” solo se arriverà a gestire l’intero ciclo dei rifiuti su un territorio ampio quanto la provincia, coinvolgendo pienamente anche CEM Ambiente — di cui il Comune è socio, e che sta definendo un piano industriale sui prossimi 15 anni — e Gelsia

Con un’immagine efficace, ha descritto la gestione pubblica di Brianzacque e BEA come “il buco della ciambella“: un’isola di efficienza interamente pubblica circondata da gestori spesso quotati in borsa e più distanti dai cittadini, una condizione da difendere non per principio ma costruendo modelli capaci di reggere sui costi e sui risultati. 

Alessandro Vitali ha poi completato l’intervento dando un’inquadratura politica della scelta, a difesa del valore del controllo pubblico su servizi essenziali come argine alle logiche di mercato.

Nella dichiarazione di voto, Monti ha definito il sì del gruppo “un atto di responsabilità politica“, non una “resa acritica”. 

Ha avvertito che una multiutility “non è una bacchetta magica” e che ridurre le poltrone dei CDA non garantisce da sé efficienza, tanto più partendo da aziende già eccellenti; ha ricordato che, se per l’idrico i confini dell’ATO sono fissati per legge, per i rifiuti la dimensione provinciale “va dimostrata con dati industriali sul campo“; ha indicato come nodo da seguire con “estrema cautela” la sovrapposizione tra la nuova proprietà dell’impianto BEA e il futuro affidamento quindicennale a CEM del servizio rifiuti. 

Ha definito questa prima fase utile ma non sufficiente, perché “la fase 2 è l’unica vera meta strategica“: senza il pieno coinvolgimento di CEM e Gelsia, ha avvertito, “l’obiettivo profondo di questa operazione fallirebbe”

Non senza una punta polemica, ha infine ricordato come un’operazione analoga fosse stata respinta in passato dall’allora minoranza guidata dall’attuale vicesindaco Macchiavelli, con argomenti opposti a quelli usati oggi dalla maggioranza. 

Il Consiglio ha approvato all’unanimità.

Approvazione del bilancio di CUBI

Infine, il Consiglio ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 di CUBI, l’azienda che gestisce le biblioteche in rete, chiuso con un utile di 15.781 euro. 

Vitali ha confermato il voto favorevole senza rilievi tecnici, cogliendo però l’occasione per sollecitare nuovamente il report annuale sui dati e sulle performance delle biblioteche, richiesto già il 13 maggio e non ancora trasmesso alla data del Consiglio.

Il bilancio della serata

La seduta ha confermato l’approccio di Mezzago Democratica in Consiglio comunale: nessuna opposizione pregiudiziale, ma un confronto basato sul merito dei provvedimenti, con voto favorevole quando condivisi, astensione quando emergono questioni di equità e un’attività costante di approfondimento, monitoraggio e controllo sull’operato dell’Amministrazione. Memoria, equità e trasparenza restano, ancora una volta, i principi che guidano l’azione del nostro gruppo. 

Il Gruppo di Mezzago Democratica

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