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Consiglio Comunale di Mezzago del 26 maggio 2026

Corte dei Conti: Mezzago Democratica entra nel merito, la maggioranza sceglie la polemica fuori tema  

Nel consiglio del 26 maggio, un solo punto all’ordine del giorno per rispettare i tempi imposti dalla magistratura contabile. “Mezzago Democratica” argomenta nel merito, la maggioranza risponde con attacchi e polemiche

Martedì 26 maggio il Consiglio Comunale di Mezzago si è riunito con un ordine del giorno di un solo punto (oltre alle Comunicazioni): la presa d’atto della deliberazione della Corte dei Conti – Sezione Regionale di controllo per la Lombardia n. 174/2026 – relativa ai rendiconti di gestione degli esercizi 2021, 2022, 2023 e 2024. Una seduta tecnica, ma tutt’altro che priva di risvolti politici.

Cosa ha rilevato la Corte dei Conti

La magistratura contabile ha esaminato i bilanci del Comune di Mezzago e ha riscontrato alcune criticità nei rendiconti di gestione relativi agli esercizi 2021, 2022, 2023 e 2024: una persistente difficoltà nella capacità di riscossione dei crediti, in particolare per le entrate extratributarie (Titolo 3) e in conto capitale (Titolo 4); un elevato ammontare di residui attivi e passivi e la necessità di verificare con più rigore l’adeguatezza del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), lo strumento contabile che serve a “mettere da parte” risorse a fronte di crediti che potrebbero non essere mai incassati.

La Corte ha chiesto al Comune di adottare misure correttive e di trasmettere entro trenta giorni la presa d’atto del Consiglio Comunale. Da qui la convocazione della seduta.

L’intervento di Mezzago Democratica: merito, dati, domande

Il capogruppo Alessandro Vitali ha preso la parola con un intervento puntuale e documentato, integrando la presentazione del Sindaco con un’analisi diretta della delibera della Corte dei Conti.

Vitali ha ripercorso l’evoluzione del risultato di amministrazione negli anni — cresciuto da 1,1 milione nel 2020 a 1,7 milione nel 2025 — mettendo però in luce un dato che merita attenzione: la quota accantonata nell’FCDE si è progressivamente ridotta, passando da 775.000 euro nel 2021 a 427.000 nel 2024. Una riduzione che, come ha sottolineato, contribuisce matematicamente ad aumentare la parte libera dell’avanzo, passato da 299.000 euro nel 2020 a 805.000 euro nel 2025. La stessa Corte dei Conti ha parlato espressamente di un

Mutamento nella politica di accantonamento che merita specifico approfondimento.

Vitali ha anche sollevato una domanda tecnica precisa: nella relazione della responsabile finanziaria si evidenzia un’inversione dei dati rispetto a quanto riportato dalla Corte — una riga della tabella sul calcolo dell’FCDE risulterebbe scambiata. Ha chiesto un chiarimento, che il Sindaco ha fornito confermando la correzione apportata dagli uffici.

Il consigliere Giorgio Monti ha poi allargato la riflessione, contestualizzando l’istruttoria della Corte — diffusa tra molti piccoli Comuni — e riconoscendo apertamente che la relazione tecnica e il parere del revisore rispondono in modo adeguato alle criticità sollevate. Pur apprezzando il lavoro degli uffici, ha tenuto a fare due osservazioni politiche precise.

Prima: gli insoluti della mensa scolastica relativi agli anni 2015–2019 ammontavano a circa 145.000 euro al momento della delibera del 2022 che dava mandato di recuperarli. Oggi, a distanza di anni, ne risultano ancora non recuperati circa 125.000 euro.

Le azioni amministrative previste da quella delibera non hanno portato ai risultati sperati

ha detto Monti, con toni misurati ma diretti.

Seconda: l’inserimento della riscossione dei crediti tra gli obiettivi di performance — presentato come novità — era già previsto anche nelle gestioni precedenti. E l’obiettivo attuale, ha fatto notare, pesa appena il 10% sul totale delle valutazioni del settore: non esattamente una priorità assoluta.

La dichiarazione di voto: fiducia e prudenza

Nella dichiarazione di voto, Alessandro Vitali ha sintetizzato la posizione di Mezzago Democratica in due parole: FIDUCIA e PRUDENZA.

FIDUCIA, nel lavoro degli uffici comunali e nella correttezza del percorso tecnico avviato.

PRUDENZA, perché la corretta determinazione del ‘FCDE assume un rilievo fondamentale ai fini della corretta rappresentazione del risultato di amministrazione, della veridicità degli equilibri di bilancio e della prudenziale copertura del rischio di mancata riscossione delle entrate accertate.

Ha concluso, in accordo con quanto previsto nella delibera, che la presa d’atto consiliare non deve limitarsi a un mero adempimento formale, ma deve essere accompagnata da indirizzi operativi agli uffici competenti, al fine di dare concreto seguito alle indicazioni della Corte dei Conti.

Per tutte queste ragioni, ha annunciato il voto del gruppo a favore della delibera.

L’attacco della maggioranza: un’occasione mancata

Anziché cogliere l’apertura della opposizione — che aveva discusso nel merito e nei contenuti della delibera — il capogruppo di maggioranza Biffi ha scelto la strada degli attacchi al passato, tirando in ballo voti di anni fa sulla mensa scolastica e rilanciando vecchie polemiche, senza entrare realmente nel merito dei rilievi sollevati dalla Corte dei Conti e delle questioni tecniche emerse durante il dibattito. Un discorso già preparato e stampato prima del Consiglio, che il capogruppo di “Cambia Mezzago” si è limitato a leggere.

La reazione del consigliere Giorgio Monti è stata netta:

Noi siamo stati nel merito, mentre da parte vostra non c’è stata discussione sul merito. Faccio notare che ogni volta che poniamo su questo tavolo temi di merito non c’è mai una discussione su di essi, ma si aspetta la dichiarazione di voto per fare la recita di quello che si è preparato.

Nel corso del suo intervento, Monti è stato interrotto dal Sindaco, che ha contestato il modo in cui si rivolgeva all’aula. Ne è nato un breve scontro procedurale: Monti ha ricordato che durante la dichiarazione di voto non si può essere interrotti, il Sindaco ha replicato richiamando i tempi regolamentari. Un momento di tensione che ha disturbato la conclusione di un dibattito che fino a quel momento era stato, da parte dell’opposizione, costruttivo e rispettoso.

Monti ha infine annunciato la propria astensione sulla delibera, non per dissenso rispetto alla posizione del gruppo, che resta pienamente condivisa. La scelta dell’astensione è stata dettata dalla necessità di poter prendere parola per replicare alla dichiarazione del capogruppo Biffi, fuori luogo e fuori tema rispetto all’oggetto della discussione. 

Mentre Mezzago Democratica aveva scelto di concentrarsi sul presente, sui rilievi della Corte dei Conti e sulle misure correttive necessarie, la maggioranza ha preferito parlare del passato e alimentare una contrapposizione politica. 

Il risultato finale: 11 voti favorevoli, nessun contrario, 1 astenuto.

Il bilancio della serata

Mezzago Democratica ha portato in aula preparazione, competenza, dati e spirito costruttivo. Ha votato a favore di una delibera necessaria, pur sollevando osservazioni puntuali,  legittime e documentate. Ha cercato il confronto nel merito.

La risposta della maggioranza è stata invece una dichiarazione di voto ampiamente fuori tema, costruita su polemiche e ricostruzioni del passato anziché sui rilievi della Corte dei Conti e sulle questioni amministrative emerse durante la seduta. 

Purtroppo non si tratta di un episodio isolato, ma di una modalità che si ripete frequentemente nel corso dei Consigli comunali: evitare il confronto nel merito durante la discussione, per poi concentrare l’intervento politico nella dichiarazione di voto finale, quando il nostro gruppo non ha più possibilità di replica, salvo decidere sul momento — come avvenuto con l’intervento di Monti — di differenziare la dichiarazione di voto per poter prendere nuovamente la parola. 

A questo si aggiunge un clima spesso caratterizzato da interruzioni e richiami durante gli interventi dei consiglieri di opposizione, come avvenuto durante l’intervento di Monti. Lo stesso consigliere ha ricordato in aula come durante le dichiarazioni di voto non siano previste interruzioni.

Il rispetto delle prerogative dei consiglieri e del corretto svolgimento del dibattito dovrebbe essere garantito a tutela dell’intero Consiglio comunale. Non a caso l’articolo 6 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di Mezzago (“Compiti e poteri del Sindaco”) prevede che il Sindaco, nell’esercizio delle proprie funzioni, “rappresenta l’intero Consiglio comunale” e “si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli consiglieri”.

Ancora una volta, la maggioranza ha scelto di alimentare una contrapposizione politica invece di confrontarsi nel merito.

I cittadini di Mezzago meritano un Consiglio comunale in cui si discuta di bilanci, responsabilità amministrative e soluzioni concrete con serietà e rispetto istituzionale. Noi continueremo a farlo.

Il Gruppo di Mezzago Democratica

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