Un bilancio senz’anima: rendiconto 2025, variazione di bilancio e servizi sovracomunali: una serata lunga, densa di questioni e di numeri
La seduta del 28 aprile 2026 si è aperta con un minuto di silenzio in memoria di Fabio Locatelli, giovane concittadino scomparso prematuramente.
Un momento di cordoglio e un gesto condiviso da tutto il Consiglio, prima di affrontare un ordine del giorno lungo e tecnicamente impegnativo: l’approvazione del rendiconto 2025, una variazione di bilancio e i piani programma delle aziende speciali consortili Offertasociale e CUBI.
Il rendiconto 2025: quei numeri che non si possono leggere da soli
Il punto centrale della serata è stato il rendiconto della gestione 2025, presentato dal Sindaco Rivabeni con diapositive e un’esposizione articolata. I numeri principali: un risultato di amministrazione di circa 1,7 milioni di euro e un avanzo libero di oltre 800.000 euro, in crescita rispetto all’anno precedente.
Il capogruppo di Mezzago Democratica, Alessandro Vitali, ha preso la parola per primo, ringraziando innanzitutto gli uffici per il lavoro svolto, per la puntualità nella trasmissione degli atti e per il rispetto della scadenza del 30 aprile.
Poi è entrato nel vivo con un’osservazione di fondo: un avanzo di competenza di 605.000 euro è un dato che occorre approfondire e analizzare.
Un avanzo di competenza — cioè riferito al solo esercizio 2025 — di questa entità è davvero troppo elevato: quando si registra un avanzo così consistente, significa che alcuni servizi sono stati sottofinanziati oppure che sono stati effettuati tagli alla spesa
Vitali ha poi sollevato il tema del mutuo da 450.000 euro contratto nel 2023 presso la Cassa dei Depositi e Prestiti per il nuovo municipio, con durata di 27 anni.
Una scelta che Mezzago Democratica non ha mai condiviso:
A nostro giudizio, tra le priorità di Mezzago non c’è sicuramente la costruzione di un nuovo municipio, che non aggiunge nè migliora alcun tipo di servizio rispetto a quanto c’è già.
Sul tema del personale, Vitali ha messo a confronto i dati presentati nella relazione alla gestione: la spesa per i dipendenti nel triennio 2011–2013 ammontava in media a 707.000 euro, mentre nel 2025 è di soli 470.000 euro. Una differenza notevole, a fronte di un rapporto spesa di personale/entrate correnti che si attesta al 19,58% contro un limite di legge del 27,20% — con un margine assunzionale di 247.000 euro.
È intervenuto anche il consigliere Giorgio Monti, che ha ricordato come nel 2025 il Comune di Mezzago abbia speso appena 3.169 euro per le politiche giovanili — circa un decimo di quanto si spendeva un decennio fa, inflazione inclusa — e circa 20.000 euro in meno per la valorizzazione dei beni culturali, voce legata alla gestione della biblioteca esternalizzata e alla riduzione delle aperture.
Non è questa l’efficienza per un ente pubblico. Dovremmo partire dai bisogni, sviluppare progetti che coinvolgano la comunità e investire su quelli. Se anche una volta si provasse ad affrontare, in un ambito aperto ai cittadini, il tema dei servizi e dei bisogni sul territorio, di sicuro avremmo dove investire i soldi senza lasciarli in avanzo.
Il Sindaco ha risposto illustrando una slide sugli FTE (Full Time Equivalent), sostenendo che il personale effettivo — al netto delle funzioni dismesse — è passato da 13 unità nel 2013 a 13,7 nel 2025, con una previsione di 14,1 nel 2026. Ha anche precisato che il confronto tra i valori di spesa del personale nei due periodi non è corretto perché i criteri di calcolo sono cambiati.
Vitali ha replicato con fermezza, senza alzare i toni: quel confronto nasceva direttamente da una tabella a pagina 37 della relazione, in cui le due cifre erano accostate senza alcuna nota esplicativa. La spiegazione fornita dal Sindaco in aula non era mai emersa in Commissione Bilancio, né si evinceva dal documento. «Una presentazione di quel tipo», ha concluso Vitali, «porta naturalmente all’interpretazione che ne abbiamo dato».
È un rilievo procedurale preciso: le informazioni necessarie a una lettura corretta dei dati avrebbero dovuto essere disponibili in Commissione, non rivelate solo in aula, a votazione imminente.
Nella dichiarazione di voto finale, Vitali ha sintetizzato la posizione del gruppo con parole nette:
Un bilancio che non ha un’anima. Lo scopo di un ente pubblico è la creazione di valore pubblico: benefici tangibili e intangibili per la propria comunità di riferimento.
Ripensando a quest’ultimo esercizio, così come agli anni dell’Amministrazione Rivabeni nel loro complesso, faccio fatica a individuare un reale valore pubblico generato dall’azione amministrativa portata avanti finora.»
Vitali ha anche ricordato i risultati dei Comuni limitrofi: Sulbiate con un polo dell’infanzia finanziato da 4,4 milioni di euro PNRR, Bellusco con la nuova biblioteca e Casa di Comunità, Cavenago con una serie di progetti rilevanti. Mezzago, per confronto, ha perso un finanziamento regionale di 500.000 euro per il nuovo municipio — il quarto rinvio non rispettato — senza avere ancora certezze sulla destinazione dell’attuale sede.
Il voto: 8 favorevoli (maggioranza), 4 contrari (Mezzago Democratica).
La variazione di bilancio: sì convinto, con una richiesta inevasa
Sul punto 3 — la variazione al bilancio di previsione 2026-2028 — Mezzago Democratica ha espresso voto favorevole, coerentemente con il proprio approccio di opposizione costruttiva.
Vitali ha inizialmente ripercorso i contenuti principali della variazione: i 200.000 euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’attuale sede municipale (di cui 100.000 da contributo regionale), la manutenzione del verde di via Matteotti/San Francesco, l’illuminazione dell’area verde di Via della Cooperazione, le nuove telecamere per la videosorveglianza, il contributo all’associazione volontari per la riparazione del mezzo.
Ha inoltre colto l’occasione per ricordare un fatto concreto: la mozione per l’installazione di una panchina bianca in memoria delle vittime del lavoro, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 27 giugno 2025, è rimasta ancora lettera morta e al nostro gruppo non è mai stata dato alcun tipo di informazione.
La risposta è arrivata immediatamente dal capogruppo di “Cambia Mezzago”, Biffi: la panchina potrebbe essere inaugurata il 2 giugno.
Una data fissata senza alcun coinvolgimento né condivisione preventiva con il gruppo di “Mezzago Democratica”, nonostante fossimo noi i promotori dell’iniziativa. È veramente un peccato che anche occasioni che potrebbero rappresentare momenti di unità e collaborazione istituzionale vengano gestite in modo unilaterale, anziché valorizzare un percorso realmente condiviso, che sarebbe nell’interesse dell’intera comunità.
Al contrario, Vitali ha sottolineato il differente atteggiamento costruttivo portato avanti dal gruppo, che continua a valutare i provvedimenti esclusivamente nel merito:
«Dall’inizio del mandato, abbiamo espresso complessivamente più voti favorevoli che contrari — e questo fa capire come le scelte vengano prese nel merito, sui documenti e sui contenuti, dopo una riflessione e un confronto.»
Ha anche sottolineato come il gruppo, in meno di due anni, abbia presentato 13 mozioni e 7 interrogazioni: un lavoro costante, che non si limita alla seduta ma prosegue tutto l’anno.
Il voto: unanimità.
Offertasociale e CUBI: servizi che funzionano, domande che contano
Gli ultimi tre punti riguardavano le aziende consortili. La Presidente del CDA di Offertasociale, Daniela Mazzucconi, ha presentato un piano programma ricco e ambizioso: dal maxi-bando da 70 milioni per l’educativa scolastica al trasferimento dei Centri Diurni Disabili di Usmate in una struttura più accogliente, fino alla questione aperta del post PNRR e dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali).
Vitali ha fatto tre domande puntuali: la prima sulle difficoltà nel reperire personale (con 76 unità in servizio su 98 previste), la seconda sull’utilizzo della cartella sociale informatizzata nel Comune di Mezzago e la terza sulle prospettive post PNRR per tanti servizi finora finanziati con tali fondi. Le risposte della Presidente sono state chiare e dirette, confermando l’importanza delle questioni poste e le legittime preoccupazioni per la fase post PNRR.
Sempre durante il punto relativo all’approvazione del Piano Programma e Budget di CUBI per i servizi bibliotecari, Mezzago Democratica ha chiesto informazioni sull’andamento dell’appalto di servizi alla cooperativa Alboran e sui dati specifici di Mezzago — che, come riferito dall’assessore Severgnini, non sono ancora disponibili.
Entrambi i punti sono stati approvati all’unanimità, così come l’affidamento in house a CUBI dei servizi strumentali a domanda.
Il bilancio della serata
È stata una seduta lunga, tecnicamente densa, a tratti vivace. Mezzago Democratica ha partecipato con preparazione e serietà: documenti studiati, domande precise, argomentazioni fondate.
Il messaggio che vogliamo trasmettere ai cittadini è semplice: fare opposizione non significa votare contro tutto. Significa leggere i documenti, fare le domande giuste, riconoscere quando una scelta è corretta e opporsi quando non lo è.
Nel rendiconto 2025, quei 605.000 euro di avanzo di competenza non raccontano la storia di un Comune virtuoso: raccontano invece la storia di servizi che potevano essere migliorati e non lo sono stati, di risorse che potevano essere investite nella comunità e che invece sono state tagliate.
Ormai da mesi, ad esempio, il nostro Comune è privo di un assistente sociale stabile — una situazione che, fortunatamente, si risolverà nel mese di giugno. Nel frattempo, però, cittadini e famiglie hanno dovuto fare i conti con un servizio essenziale fortemente ridimensionato.
Sul piano sportivo, l’offerta resta estremamente limitata. Il centro sportivo versa da anni in uno stato di abbandono e l’unico progetto presentato partecipando frettolosamente a un bando è fallito, senza che da allora siano stati avviati nuovi percorsi o presentate alternative concrete.
Sul fronte culturale da parte dell’Amministrazione non si è mai vista nessuna proposta strutturata o una reale progettualità. A mantenere viva la vita culturale del paese sono state soprattutto le associazioni del territorio, che continuano a svolgere uno straordinario lavoro di supplenza, colmando di fatto le gigantesche carenze dell’attuale Amministrazione.
Sul piano ambientale la ferita del Bosco in città è ancora aperta e le compensazioni ambientali che avevamo richiesto sono state respinte all’unanimità dalla maggioranza. Una scelta che dimostra ancora una volta la mancanza di una visione capace di coniugare sviluppo, tutela del territorio e interesse pubblico.
Anche la manutenzione dei principali luoghi pubblici, a partire dalle scuole, richiederebbe maggiori investimenti e una programmazione più attenta.
In definitiva, crediamo che amministrare bene un Comune non significhi accumulare avanzi di bilancio, ma utilizzare le risorse disponibili per migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini, rafforzare i servizi, valorizzare il territorio e costruire opportunità per la comunità, partendo dai bisogni concreti delle persone.
Il Gruppo di Mezzago Democratica
