Mezzago e il PLIS: un patrimonio da tutelare
Il territorio di Mezzago ha una superficie di 432 ettari. Di questi, oltre il 64% della superficie comunale (277 ettari) è oggi compreso nel PLIS PANE (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), una delle percentuali più elevate tra i Comuni aderenti.
Questo significa che quasi due terzi del nostro territorio sono oggi interessati da una forma di tutela ambientale e paesaggistica che, negli anni, ha contribuito a preservare il paesaggio agricolo e naturale di Mezzago.
È proprio partendo da questo patrimonio che si inserisce il progetto di istituzione del Parco Regionale Agricolo Nord Est (PANE).
Un’opportunità importante per il nostro territorio
Nel Consiglio comunale del 27 luglio saremo chiamati a votare la richiesta di istituzione del Parco Regionale Agricolo Nord Est (PANE).
Come Mezzago Democratica riteniamo che questo sia un passaggio importante e positivo.
La trasformazione del PLIS in Parco Regionale consentirebbe infatti di rafforzare la tutela del territorio, accedere a maggiori risorse economiche, aumentare la capacità progettuale dell’Ente Parco e adottare strumenti più efficaci e omogenei per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio agricolo, ambientale e paesaggistico.
In particolare, tale percorso è promosso anche da Regione Lombardia.
Regione Lombardia punta a rafforzare i parchi
La trasformazione dei PLIS in Parchi Regionali non nasce da un’iniziativa isolata dei singoli Comuni, ma si inserisce in un preciso indirizzo di Regione Lombardia.
Con la Legge Regionale n. 28 del 2016, Regione Lombardia ha riorganizzato il sistema delle aree protette, individuando tra i propri obiettivi quello di favorire l’aggregazione tra parchi e l’integrazione dei PLIS nel sistema regionale delle aree protette, attraverso gli Ambiti Territoriali Ecosistemici (ATE).
Questo indirizzo è stato ulteriormente confermato dal Consiglio regionale, che con la Deliberazione n. XII/939 del 24 luglio 2025 ha approvato un ordine del giorno volto a promuovere e incentivare la trasformazione dei PLIS in Parchi Regionali e l’aggregazione di nuovi territori, impegnando la Giunta regionale a destinare specifiche risorse economiche a sostegno di questi percorsi.
La logica è chiara: rafforzare la tutela ambientale, rendere i parchi più solidi dal punto di vista gestionale e dotarli di maggiori risorse e strumenti di pianificazione.
Anche il verbale dell’Assemblea Consortile del PANE evidenzia come il PLIS, pur avendo svolto un ruolo fondamentale nella difesa del territorio, non disponga oggi di strumenti sufficienti per contrastare le crescenti pressioni urbanistiche e infrastrutturali, rendendo necessario un livello di tutela superiore.
L’indirizzo approvato dall’Assemblea Consortile del PANE
Coerentemente con questi obiettivi, il 19 settembre 2025 l’Assemblea Consortile del PANE ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo con cui ha deciso di promuovere l’istituzione del Parco Regionale.
In tale assemblea Mezzago era rappresentata da Attilia Visconti, Assessora all’urbanistica, edilizia privata e sviluppo sostenibile, che ha espresso voto favorevole.
L’atto in questione è molto chiaro.
Da un lato stabilisce che occorre promuovere un maggiore grado di tutela ambientale per i territori inseriti nell’attuale perimetro del PLIS e per gli eventuali ampliamenti previsti dai PGT.
Dall’altro delibera espressamente di richiedere l’istituzione di un Parco Regionale che comprenda il territorio attualmente ricadente nel PLIS, oltre agli eventuali ampliamenti e alle future adesioni.
L’indirizzo politico, quindi, appare inequivocabile: partire dall’intero PLIS e, se possibile, ampliarlo.
Cosa abbiamo riscontrato nella proposta di delibera
Quando abbiamo esaminato la proposta di deliberazione predisposta per il Consiglio comunale abbiamo inizialmente dato per scontato che questo indirizzo fosse stato rispettato.
Approfondendo la documentazione, però, abbiamo riscontrato una criticità.
Negli atti trasmessi ai consiglieri non è scritto da nessuna parte che alcune aree oggi comprese nel PLIS non verrebbero ricomprese nel futuro Parco Regionale.
Allo stesso tempo non viene riportata alcuna motivazione che giustifichi questa scelta.
Solo dopo una nostra duplice richiesta di integrazione documentale ci è stata trasmessa una tavola cartografica che mette a confronto il perimetro del PLIS vigente con quello proposto per il Parco Regionale.
Da tale elaborato emerge chiaramente che alcune aree dell’attuale PLIS non sono comprese nella proposta di regionalizzazione.
L’immagine seguente consente di visualizzare con immediatezza le differenze tra il perimetro dell’attuale PLIS e quello proposto per il Parco Regionale. In rosso sono evidenziate le aree oggi comprese nel PLIS PANE che non risultano incluse nella proposta di regionalizzazione. Dalla nostra elaborazione la superficie esclusa ammonterebbe a oltre 150.000 metri quadrati.

LEGENDA
RETICOLATO VERDE: Aree già presenti nel Parco PANE vigente
ROSSO: aree presenti nel Parco PANE vigente ma eliminate dalla proposta di Parco Regionale
Perché abbiamo presentato un emendamento
Il problema, per noi, non è soltanto la presenza di aree escluse.
Il problema è che una scelta di questo tipo non viene esplicitata né motivata negli atti sottoposti al voto del Consiglio comunale, pur rappresentando una modifica significativa rispetto agli indirizzi approvati dal Consorzio.
Per questo abbiamo presentato un emendamento che chiede una cosa molto semplice: che il futuro Parco Regionale comprenda integralmente il territorio già oggi ricompreso nel PLIS vigente, in coerenza con gli strumenti urbanistici comunali e con gli indirizzi approvati dall’Assemblea Consortile.
Una questione di coerenza e trasparenza
Noi siamo favorevoli al Parco Regionale.
Proprio per questo riteniamo che esso debba nascere rafforzando la tutela del territorio, come previsto dalla legge regionale e come deliberato dall’Assemblea del Consorzio.
Se invece si intende escludere una parte del territorio oggi tutelato dal PLIS, questa è una scelta politica che deve essere dichiarata apertamente, motivata e discussa con il Consiglio comunale e con i cittadini.
Perché un Parco Regionale deve significare più tutela, non meno.
