Il Bosco in Città, patrimonio naturale e culturale di Mezzago, si trova al centro di un acceso dibattito a seguito di un recente incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione comunale. L’incontro ha messo in luce le criticità attuali del bosco e le possibili soluzioni, suscitando preoccupazioni e domande tra i cittadini.
Lo stato attuale: un’emergenza non prevista
Il Dott. agronomo Eric Spelta, incaricato di valutare la situazione, ha descritto il Bosco in Città come una “formazione artificiale” piantumata negli anni ’80 e ’90 con un’elevata densità di alberi. La sua analisi ha rivelato diverse criticità che richiedono attenzione immediata:
- Assenza di diradamenti: L’eccessiva densità delle piante ha portato a una competizione per luce e risorse, risultando in alberi filiformi e strutturalmente fragili.
- Infestazione da Quercia Rossa: Questa specie alloctona e invasiva minaccia la flora autoctona e richiede interventi di eradicazione secondo la normativa vigente.
- Suola di lavorazione: Uno strato di terreno compatto, residuo di precedenti attività agricole, impedisce alle radici di svilupparsi in profondità, aumentando il rischio di ribaltamento degli alberi.
- Disposizione Nord-Sud: L’orientamento degli alberi li espone maggiormente ai venti predominanti da Nord-Ovest, aumentando il rischio di schianti.
- Mancanza di un Piano di Gestione Forestale: L’assenza di un piano aggiornato limita le possibili azioni e richiede interventi in deroga.
- Difficoltà di intervento: La posizione del bosco in contesto urbano rende gli interventi più complessi e costosi.
L’amministrazione ha sottolineato come il cambiamento climatico degli ultimi anni abbia accelerato il degrado, portando a danni che sono andati oltre ogni aspettativa.
Le proposte di intervento e la soluzione scelta
Il Dottor Spelta ha presentato quattro possibili opzioni di intervento:
- Continuare con la gestione attuale (interventi di emergenza).
- Trasformare l’area in un parco pubblico.
- Effettuare un taglio a raso con rinnovo totale.
- Adottare un approccio misto.
Dopo attenta valutazione, l’Amministrazione comunale, in accordo con il Dottor Spelta, ha optato per l’intervento misto (opzione 4). Questa soluzione mira a mitigare i rischi per i frequentatori e i residenti, mantenere la maggior estensione possibile di bosco e ridurre i costi di manutenzione nel lungo periodo.
Dettagli dell’intervento scelto:
Parte Nord del bosco:
- Diradamento leggero (circa 10%) per favorire lo sviluppo strutturale delle piante restanti.
- Gestione dei margini e potature mirate per ridurre il rischio di caduta rami, evitando di esporre eccessivamente gli alberi al vento.
Parte Sud del bosco:
- Taglio raso ed eradicazione della Quercia Rossa, come previsto dalla normativa di Regione Lombardia.
- Piantagione di nuove specie con criteri moderni di selvicoltura.
- Realizzazione di buche profonde con trivella per garantire un adeguato sviluppo radicale.
Ulteriori interventi:
- Valorizzazione della grande Quercia centrale con creazione di un’area protetta e una passerella.
- Pulizia del laghetto e interventi idraulici.
- Installazione di pannelli informativi.
- Redazione di un piano di gestione decennale.
Il costo stimato per l’intervento è di circa 65.000 euro, più 20.000 euro per tre anni di cure colturali (105.000 euro compresa di IVA), in aggiunta a circa 10.000 euro fra spese tecniche e fondo imprevisti. I lavori dovrebbero iniziare tra novembre e dicembre.
Le reazioni dei cittadini e le prospettive ambientaliste
Durante l’incontro pubblico, sono emerse voci significative dalla comunità, in particolare da parte di persone esterne a Mezzago con esperienza nella gestione di aree boschive e una spiccata sensibilità ambientalista. Un intervento particolarmente rilevante è giunto dalla referente del circolo Gaia Legambiente di Usmate Velate, che ha portato all’attenzione dell’assemblea diverse considerazioni cruciali.
La rappresentante, forte dell’esperienza nella gestione del bosco della Cassinetta di 17 ettari, ha sollevato importanti questioni riguardo alle Querce Rosse presenti nel Bosco in Città. Ha richiesto informazioni più dettagliate sulla quantità di questi alberi, la loro altezza – che si è appreso raggiungere i 26 metri – e la loro età, stimata intorno ai 40 anni. Più significativamente, ha suggerito la possibilità di effettuare perizie di stabilità per determinare se alcune di queste querce possano essere preservate, specialmente quelle che potrebbero essere classificate come “alberi habitat”.
Un punto centrale del suo intervento è stato il rammarico per la mancanza di una discussione approfondita sui servizi ecosistemici forniti dal bosco. Ha notato una tendenza preoccupante a vedere il bosco come un “nemico”, piuttosto che come una risorsa preziosa per la comunità. In questo contesto, ha sottolineato l’importanza di comprendere pienamente cosa si perderebbe con interventi drastici, incoraggiando così scelte più attente e consapevoli. Il valore di un bosco sano per la biodiversità è stato enfatizzato, inclusa l’importanza di elementi come gli alberi morti mantenuti in piedi, che fungono da habitat per numerose specie.
Condividendo la sua esperienza nella gestione di aree boschive molto frequentate, la rappresentante ha riconosciuto le sfide legate alla responsabilità di gestire questi spazi, specialmente in condizioni meteorologiche avverse. Tuttavia, ha proposto un approccio alternativo: invece di interventi drastici permanenti, ha suggerito di considerare la chiusura temporanea del bosco in caso di condizioni meteorologiche pericolose. Questo approccio, già adottato in altre realtà, potrebbe bilanciare le esigenze di sicurezza con la conservazione dell’ecosistema boschivo.
Queste prospettive hanno arricchito il dibattito, evidenziando la necessità di un approccio più olistico nella gestione del Bosco in Città. Hanno sottolineato l’importanza di considerare non solo la sicurezza immediata, ma anche il valore a lungo termine dell’ecosistema boschivo per la comunità di Mezzago.
La posizione di Mezzago Democratica
Come gruppo Mezzago Democratica, esprimiamo forti critiche all’approccio dell’Amministrazione attuale nella gestione della situazione del Bosco in Città. Le nostre principali obiezioni e proposte includono:
- Contestazione della natura emergenziale e mancanza di manutenzione: Fino al 2016, il bosco era pienamente fruibile anche nel periodo estivo, ospitando regolarmente centinaia di anziani. Negli ultimi 5 anni, sotto l’attuale Amministrazione, la mancanza di una manutenzione adeguata ha portato il bosco ad “infittirsi”, esacerbando i problemi esistenti. Questo non-intervento è la vera causa dell’attuale urgenza ed emergenza di azione. La repentina urgenza della situazione attuale solleva seri dubbi sulla gestione a lungo termine del bosco.
- Responsabilità dell’amministrazione attuale: L’attuale Amministrazione è in carica da 5 anni. La situazione critica del bosco non può essere “scaricata esclusivamente all’indietro”. La mancanza di azioni preventive e di manutenzione ordinaria durante questo periodo ha direttamente contribuito all’attuale stato di emergenza.
- Critica al processo decisionale e alla pseudo-consultazione: Nonostante siano state presentate diverse possibili soluzioni, è evidente che una decisione sia già stata presa senza un adeguato dibattito pubblico. La serata di “confronto” organizzata dall’Amministrazione si è rivelata essere poco più che una presentazione della decisione già assunta, senza una reale apertura al dialogo e alle proposte alternative.
- Tempi e modalità di consultazione inadeguati: Consideriamo totalmente insufficiente il periodo di soli 10 giorni con un unico indirizzo email per raccogliere feedback. Questo approccio non solo è inadeguato per una vera partecipazione cittadina, ma sembra essere un tentativo di dare una parvenza di consultazione a decisioni già prese.
- Richiesta di maggior coinvolgimento e competenza: Proponiamo di coinvolgere attivamente le persone che hanno inizialmente concepito, progettato e realizzato il Bosco in Città. Il loro contributo potrebbe fornire preziose intuizioni e soluzioni basate sull’esperienza diretta con questo specifico ecosistema.
- Appello alla rappresentanza e alla partecipazione: Una decisione così importante per il nostro patrimonio naturale richiede una soluzione ampiamente condivisa e partecipata, non un’azione unilaterale basata su una consultazione superficiale.
Noi di Mezzago Democratica proponiamo un approccio che non solo ponga rimedio ai danni attuali, ma garantisca una visione sostenibile per il futuro del Bosco in Città. Ci impegniamo a:
- Monitorare attentamente l’evoluzione della situazione.
- Fare pressione per l’adozione di misure che bilancino la sicurezza con la conservazione dell’ecosistema.
- Insistere su un processo decisionale più inclusivo, trasparente e rappresentativo.
- Promuovere un piano di manutenzione regolare per prevenire future emergenze.
In risposta alla limitata opportunità di partecipazione offerta dall’Amministrazione, abbiamo inviato le nostre osservazioni dettagliate alla segreteria comunale, esponendo le nostre preoccupazioni e proposte. Il testo completo di questa email è disponibile per la consultazione, a dimostrazione del nostro impegno per una gestione più inclusiva e trasparente del nostro patrimonio naturale.
Il Gruppo di Mezzago Democratica
Fonti
Youtube: Incontro Pubblico sul tema “BOSCO IN CITTA’ LA NUOVA “OASI URBANA” (c.d. BOSCO IN CITTA’)
Mezzago Democratica: Il Bosco in Città: Un Patrimonio Naturale da Preservare con Cura e Competenza
Osservazioni: Osservazioni Bosco in Città

Una risposta su “Il Bosco in Città di Mezzago: Criticità, Soluzioni e Prospettive Future”
Sono d’accordo da quanto espresso dal gruppo di Mezzago Democratica, il Bosco in città è di tutti i mezzaghesi e deve essere riprestinato e curato al fine ritornare come prima, agibile e sicuro per bambini, ragazzi, adulti e anziani.