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Consiglio Comunale di Mezzago del 30 ottobre 2024

Il Bosco della Cappelletta: la mozione di Cambia Mezzago

Dopo le Comunicazioni, il secondo punto all’ordine del giorno riguarda una questione di straordinaria importanza per la nostra comunità: il futuro del Bosco in città – Bosco della Cappelletta

Il gruppo “Cambia Mezzago” ha presentato una mozione intitolata “Oasi urbana della cappelletta (Bosco in Città) interventi di rinnovamento per la messa in sicurezza e l’attuazione di una visione di lungo periodo che garantisca la fruibilità dell’area“. Tale documento, promosso dal Consigliere Biffi, mira a fornire alla Giunta un orientamento sugli interventi da effettuare per la cura e la valorizzazione dell’area, pur non rientrando direttamente nelle competenze del Consiglio Comunale.

Innanzitutto, è importante sottolineare che, in base al regolamento comunale (consultabile qui), le mozioni devono essere presentate al Consiglio con almeno 3 giorni di anticipo rispetto alla convocazione del primo Consiglio Comunale disponibile. Nello specifico, l’Articolo 21, comma 4 (pagina 17), stabilisce:

Le interrogazioni e le mozioni devono essere presentate per iscritto al protocollo generale dell’ente. Qualora pervengano entro 3 giorni lavorativi precedenti la data di consegna degli avvisi di convocazione del Consiglio comunale, saranno poi iscritte, se richiesto dall’interrogante, all’ordine del giorno in occasione della convocazione della prima adunanza del Consiglio, successiva alla loro presentazione, tranne che nel caso in cui venga effettuata, durante tale seduta, l’approvazione delle linee programmatiche di mandato, del Bilancio di Previsione, del Rendiconto della gestione e del Piano di Governo del territorio.

Dal registro di protocollo generale del Comune emerge, invece, che la mozione del capogruppo di “Cambia Mezzago” è stata protocollata il 25 ottobre 2024 (Protocollo 8699 del 25/10/2024), mentre la convocazione del Consiglio è avvenuta il giorno successivo, il 26 ottobre 2024.

Pertanto, tale mozione non avrebbe potuto essere discussa nel Consiglio del 30 ottobre, visto che non sono stati rispettati i tempi e le scadenze previste per l’invio della documentazione, trasmessa fuori tempo utile. I Consiglieri di Mezzago Democratica non possono dunque che prendere atto di tale trattamento “di favore e privilegio” riservato alla maggioranza, con la speranza che in futuro un analogo trattamento sia riservato anche all’opposizione. Perché i diritti, se non sono di tutti, sono privilegi di pochi.

La discussione sulla mozione ha evidenziato tre principali punti di contrasto tra maggioranza e opposizione.

Il primo tema ha riguardato la partecipazione dei cittadini. Mezzago Democratica ha criticato la mancanza di un vero processo partecipativo, sostenendo che l’Amministrazione ha organizzato un solo incontro pubblico in data 27 settembre 2024, con un’impostazione meramente informativa  e senza offrire una reale occasione di integrare il piano d’azione già scelto. La maggioranza ha difeso la propria posizione, giustificando la limitata possibilità di coinvolgimento con i tempi tecnici ristretti per l’avvio dei lavori, previsti per novembre-dicembre 2024. Ha inoltre rivendicato il Consiglio Comunale stesso come spazio di confronto democratico.

Un secondo punto di disaccordo è stato la salvaguardia degli alberi. Alessandro Vitali, capogruppo di Mezzago Democratica, ha richiesto che fosse preservato il maggior numero possibile di piante, anche a costo di aumentare la complessità e i costi dell’intervento. Allo stesso tempo, il gruppo di Mezzago Democratica ha introdotto il concetto di compensazione ambientale: per ogni albero tagliato, almeno un altro dovrà essere piantato, anche in altri punti del paese. Il Sindaco Rivabeni, in risposta, ha solamente ribadito, basandosi sul parere tecnico dell’agronomo, che un intervento parziale non avrebbe garantito la sicurezza dell’area.

L’ultimo tema, più simbolico ma comunque di valore sostanziale, è stato quello del cambio del nome: la proposta di trasformare lo storico e significativo “Bosco in Città – Bosco della Cappelletta” in “Oasi urbana della Cappelletta” ha incontrato una ferma opposizione. Per Mezzago Democratica, infatti, tale modifica rappresenterebbe un’imposizione della maggioranza, un tentativo di appropriarsi politicamente del luogo e cancellare il legame storico ed emotivo dei cittadini con il nome originario.

A tal proposito, il gruppo di Mezzago Democratica ha presentato una serie di emendamenti volti a modificare alcuni punti chiave della mozione, proponendo di:

  1. Rimuovere l’avverbio “eventualmente” in relazione alle osservazioni dei cittadini, per impegnare l’Amministrazione a considerarle concretamente e fattivamente.
  2. Introdurre un approccio più ambientalista, preservando quanti più alberi possibile e ripiantumando quelli tagliati (compensazione ambientale).
  3. Eliminare il punto relativo al cambio del nome del Bosco in Città, considerato non necessario dato che non cambierà né la natura, né la destinazione d’uso del luogo.

Questo emendamento, mirato a rafforzare il documento originale, è stato tuttavia respinto, con 4 voti favorevoli e 8 contrari.

In seguito, è stato presentato un contro-emendamento di Cambia Mezzago: il Consigliere Biffi ha modificato il punto controverso del cambio del nome, introducendo un’apertura formale alla consultazione dei cittadini. Questa la nuova formulazione proposta: “Impegna la Giunta comunale […] a ridefinire eventualmente il nome dell’area tramite consultazione pubblica come segno di nuova vita e marcato rinnovamento che guardi al futuro”.

Nel complesso, l’opposizione ha accusato la maggioranza di non aver dato sufficiente peso alle osservazioni dei cittadini, optando per una soluzione drastica che non teneva sufficientemente in considerazione la storia e il valore ambientale del bosco. La maggioranza, d’altro canto, ha difeso la propria scelta, sottolineando l’urgenza degli interventi per la messa in sicurezza e la necessità di affidarsi al parere degli esperti.

Alla fine, il nuovo emendamento di Cambia Mezzago è stato approvato con 8 voti favorevoli e 4 astensioni. Successivamente, la mozione finale è stata approvata con 8 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astensioni.

La Consigliera Asnaghi ha spiegato il suo voto contrario concentrandosi sulla mancata protezione del patrimonio arboreo. Pur apprezzando l’apertura sul cambio del nome, Elisa Asnaghi ha lamentato che la mozione non tutelasse adeguatamente l’aspetto ambientale e non recepisse pienamente le istanze dei cittadini. Ha ribadito l’importanza di investire risorse ed energie per preservare il patrimonio arboreo, sottolineando come l’agronomo Spelta stesso avesse indicato la salvaguardia degli alberi come un’opzione possibile, seppur più costosa e complessa.

Le considerazioni dei cittadini: analisi delle risposte dell’Amministrazione

Il dibattito sulla riqualificazione del Bosco della Cappelletta si è arricchito di ulteriori elementi a seguito delle considerazioni pervenute alla segreteria comunale dopo l’incontro pubblico. Tre distinti contributi – dal gruppo Mezzago Democratica, da un’associazione e da un cittadino – hanno sollevato questioni cruciali sul progetto, ricevendo risposte che meritano un’attenta analisi.

La questione più dibattuta, quella della salvaguardia degli alberi, ha ricevuto una risposta che non lascia spazio a compromessi. Il Sindaco Rivabeni, richiamando quanto già espresso dall’agronomo Spelta, ha categoricamente escluso la possibilità di interventi parziali, anche per le piante apparentemente sane, citando rischi residui e possibili crolli.

Particolarmente significativa è stata la risposta sulla supervisione dei lavori. Alla richiesta di coinvolgimento delle guardie ecologiche volontarie del P.A.N.E., il Sindaco ha opposto un netto rifiuto, ritenendo sufficiente la presenza del direttore dei lavori. Ha inoltre riferito il forte disappunto dell’agronomo, che avrebbe chiesto di far presente alla minoranza come “un mese di corso di guardia ecologica volontaria non eguaglia una laurea di 5 anni e decenni di esperienza professionale“. Una risposta che ha portato il Consigliere Giorgio Monti a intervenire per chiarire il reale intento della proposta: non sostituire il direttore dei lavori o metterne in dubbio la competenza, ma offrire un supporto complementare alla supervisione, considerando che il direttore non può essere sempre presente sul cantiere. Le guardie ecologiche avrebbero potuto svolgere un ruolo di monitoraggio sul rispetto delle prescrizioni del progetto, sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla salvaguardia delle piante non destinate all’abbattimento. Una proposta che, nonostante il suo carattere costruttivo e l’obiettivo di garantire un ulteriore livello di tutela del patrimonio ambientale, è stata interpretata come una messa in discussione della professionalità dei tecnici coinvolti.

Sul piano economico, è emerso un dettaglio interessante: il valore del legname, stimato intorno ai 20.000 euro, non era stato esplicitato nel quadro economico del progetto. Il Sindaco ha chiarito che probabilmente sarà l’azienda appaltatrice a occuparsi del ritiro della legna.

Riguardo alla possibilità di un intervento graduale, specificamente sull’area sud, il Sindaco ha ammesso la sua fattibilità tecnica, pur scartandola per ragioni economiche, citando un raddoppio dei costi. Una risposta che sembra privilegiare l’aspetto economico rispetto a possibili soluzioni alternative.

In merito alla cura del bosco, il Sindaco ha evidenziato l’esistenza di un piano decennale nel progetto dell’agronomo, non mancando di sottolineare come dal 2016 al 2019 la responsabilità della manutenzione fosse dell’Amministrazione precedente – un’osservazione che sposta il dibattito sul piano politico più che tecnico.

La conclusione del Sindaco è stata netta: tutte le osservazioni sono state valutate, ma non esisterebbero soluzioni tecniche alternative. L’unica modifica accolta riguarda la mitigazione delle aree di ristagno d’acqua causate dai sentieri, emersa durante la serata informativa.

Interrogazione presentata dal gruppo consiliare Mezzago Democratica “Situazione della palestra scolastica di Mezzago”

Il terzo punto all’ordine del giorno prevedeva la trattazione dell’interrogazione presentata dal gruppo Mezzago Democratica riguardante le condizioni della palestra scolastica, struttura fondamentale per la nostra comunità. Il gruppo Mezzago Democratica ha portato all’attenzione del Consiglio una serie di problematiche che da tempo preoccupano cittadini, organizzatori di corsi e rappresentanti dei genitori.

Le criticità emerse

Il capogruppo di Mezzago Democratica, Alessandro Vitali, ha dato voce alle preoccupazioni di molti cittadini, evidenziando come la palestra versi in condizioni problematiche da mesi: spazi poco igienici, infiltrazioni d’acqua dal tetto e, fatto particolarmente grave, l’assenza di defibrillatori da tempo. Nonostante le ripetute segnalazioni da parte di utenti e genitori, queste criticità sono rimaste a lungo ignorate e senza una risposta concreta. A peggiorare la situazione, le tariffe per l’utilizzo della struttura non hanno subito alcuna riduzione, nonostante gli evidenti disservizi.

La risposta dell’Amministrazione

Il Sindaco Rivabeni ha respinto gran parte delle critiche, sostenendo che l’Amministrazione ha già intrapreso azioni correttive. Una pulizia straordinaria della palestra sarebbe stata effettuata prima dell’interrogazione (quindi a fine ottobre), in risposta alle lamentele ricevute. Riguardo ai defibrillatori, il Sindaco ha precisato che un apparecchio comunale è sempre stato disponibile presso la scuola e che un nuovo dispositivo è stato installato in palestra negli ultimi giorni, ricordando però che la responsabilità di dotarsi di questi strumenti spetta alle associazioni sportive.

Le infiltrazioni d’acqua sono state confermate, ma secondo il Sindaco l’Amministrazione sta già lavorando alla loro risoluzione, come comunicato attraverso i canali istituzionali. Sulla questione delle tariffe, Rivabeni ha riconosciuto la necessità di una revisione, pur sottolineando che questa richiederà tempo.

Cronologia dei fatti: una ricostruzione necessaria

Le affermazioni del Sindaco Rivabeni, che ha accusato Mezzago Democratica di aver sollevato il problema solo dopo le segnalazioni sui social media, sono state prontamente smentite dai fatti. La documentazione presentata dal capogruppo Alessandro Vitali dimostra una realtà ben diversa: già durante il Consiglio Comunale del 30 luglio, Mezzago Democratica aveva formalmente sollevato la questione della mancanza dei defibrillatori, sia verbalmente durante la seduta che successivamente attraverso una PEC ufficiale.

La risposta del Corpo di Polizia Locale Brianza Est a questa PEC è arrivata il 1° agosto, facendo riferimento a una precedente mappatura dei defibrillatori comunicata il 27 aprile 2023, che indicava la presenza di un defibrillatore comunale “in prossimità della scuola”. Tuttavia, è importante sottolineare che la presenza di un defibrillatore nelle vicinanze non equivale alla sua disponibilità immediata all’interno della palestra, dove la sua presenza è fondamentale per la sicurezza durante le attività sportive. Inoltre le informazioni sulla loro dislocazione non sono state correttamente comunicate ad AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza). Un fatto grave, che dimostra come il problema non sia circoscritto alla sola palestra: ad AREU risultano attivi defibrillatori che in realtà non sono presenti sul territorio comunale. Questa discrepanza tra la situazione reale e quella registrata ufficialmente rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza dei cittadini, che in caso di emergenza potrebbero fare affidamento su informazioni non accurate.

La cronologia degli eventi solleva interrogativi significativi sulla gestione della situazione da parte dell’Amministrazione. È interessante notare come sia l’installazione del nuovo defibrillatore in palestra che la pulizia straordinaria siano state effettuate solo dopo le segnalazioni apparse sui social media, nonostante le problematiche fossero state formalmente segnalate mesi prima.Particolarmente critica appare la questione delle pulizie: una pulizia straordinaria effettuata a due mesi dall’apertura dell’anno scolastico, a fine ottobre, solleva serie perplessità. Come sottolineato dal consigliere Alessandro Vitali, questo intervento tardivo implica un’alternativa: o le pulizie ordinarie non sono state sufficienti a mantenere gli standard igienici necessari, oppure non sono state effettuate con la dovuta regolarità. In entrambi i casi, siamo di fronte a una grave carenza nella gestione ordinaria della struttura.

La nostra visione per il futuro

Riteniamo che questa vicenda evidenzi non solo problemi organizzativi, ma anche una preoccupante tendenza a reagire alle criticità solo dopo la loro esposizione pubblica, anziché affrontarle preventivamente. La documentazione presentata dimostra chiaramente come le segnalazioni ufficiali siano state sostanzialmente ignorate fino a quando la pressione mediatica non ha reso necessario un intervento.

Non è questa la gestione che i cittadini di Mezzago meritano. Una struttura fondamentale come la palestra scolastica necessita di:

  • Una manutenzione preventiva e programmata
  • Controlli regolari e documentati
  • Interventi tempestivi alle prime segnalazioni di problemi
  • Una gestione trasparente e professionale

Il nostro impegno continuerà per garantire che questa e altre strutture comunali ricevano l’attenzione costante che meritano, non interventi emergenziali dettati dalla pressione mediatica. I cittadini di Mezzago meritano un’Amministrazione che agisca in modo proattivo e non reattivo, che pianifichi invece di rincorrere le emergenze, che ascolti le segnalazioni istituzionali senza attendere l’eco dei social media.

Continueremo a vigilare e a portare all’attenzione del Consiglio Comunale le problematiche del nostro territorio, auspicando che in futuro l’Amministrazione dimostri maggiore tempestività e programmazione nella gestione delle strutture pubbliche.

Ratifica della Deliberazione della Giunta Comunale n. 103 del 11.10.2024

Nel quarto punto all’ordine del giorno è stata discussa e ratificata la delibera della Giunta Comunale n. 103 del 11 ottobre 2024, che prevede l’utilizzo di €8.900 di fondi residui da un progetto di riqualificazione stradale per lavori urgenti in Via Gramsci.

Il Sindaco Rivabeni ha informato i presenti che il Ministero ha autorizzato la riassegnazione di tali fondi, originariamente destinati ad altre opere, per il rifacimento dei marciapiedi sia sul lato delle villette che sul lato del campo.

Il Consigliere Giorgio Monti di Mezzago Democratica ha sollevato perplessità riguardo alle tempistiche dei lavori, evidenziando che la situazione di inadeguatezza dei marciapiedi era nota da tempo. Il Consigliere Monti ha anche accennato al fatto che la delibera fosse stata adottata in un periodo elettorale, insinuando dubbi sulla tempestività dell’intervento.Il capogruppo Alessandro Vitali ha dichiarato infine l’astensione di Mezzago Democratica su questo punto, riconoscendo l’importanza della delibera ma criticando le tempistiche con cui è stata adottata. Nonostante le riserve espresse, la ratifica della delibera è stata approvata con 8 voti favorevoli e 4 astensioni.

Variazione di Bilancio: preoccupazioni sul Municipio

Al quinto punto dell’ordine del giorno è stata approvata una significativa variazione al bilancio di previsione 2024-2026. Un provvedimento che, dietro i freddi numeri, nasconde scelte politiche rilevanti per il futuro di Mezzago.

La variazione include uno stanziamento di 98.220 euro per la riqualificazione del Bosco in Città, di cui 18.000 euro per interventi immediati nel 2024 e la parte restante distribuita tra il 2025 e 2026. Un importo, va notato, ridotto rispetto ai 114.000 euro inizialmente previsti, poiché sono state escluse le spese di manutenzione per il biennio 2026-2027.

Di particolare rilievo è il passaggio al nuovo sistema di illuminazione pubblica attraverso Project Financing, con un canone annuo previsto di 130.000 euro. Un progetto che attendiamo a Mezzago da ben 6 anni e che finalmente inizia a “vedere la luce”. Tuttavia, non possiamo non evidenziare come questa lunga attesa fosse del tutto evitabile: nel 2019 era già pronto a partire il progetto “Illumina”, ma l’Amministrazione Rivabeni decise inspiegabilmente di azzerare tutto e ripartire da zero. Una scelta che ha prolungato per ulteriori anni il disservizio di un bene essenziale come l’illuminazione pubblica. I cittadini di Mezzago avrebbero potuto beneficiare già da 5 anni di un’illuminazione efficiente e dei relativi risparmi energetici, invece di dover attendere (forse) il prossimo anno. L’Amministrazione sostiene che questo nuovo progetto permetterà di mantenere stabili i costi pur rinnovando completamente l’impianto – una promessa che andrà attentamente verificata nei fatti, soprattutto alla luce del tempo prezioso già perduto.

Come gruppo di opposizione, durante il dibattito abbiamo sollevato serie preoccupazioni riguardo la gestione complessiva delle risorse comunali. In particolare, il nostro capogruppo Alessandro Vitali ha posto l’accento sulla questione del nuovo Municipio, un progetto che sta evidenziando criticità crescenti: l’aumento dei costi previsti e una possibile richiesta di risarcimento danni da parte dell’impresa aggiudicataria del bando, dovuta ai ritardi nell’avvio dei lavori.

La nostra posizione è chiara: in un momento in cui Mezzago ha urgente bisogno di interventi su bosco, palestra, scuole e sostegno alle famiglie in difficoltà, la scelta di investire ingenti risorse in un nuovo Municipio appare quanto meno discutibile. Per queste ragioni, pur riconoscendo alcuni aspetti positivi della variazione di bilancio, il gruppo Mezzago Democratica ha scelto di astenersi dal voto.

La maggioranza, per bocca del consigliere Biffi, ha liquidato le nostre preoccupazioni come “strumentalizzazioni politiche”, confermando un atteggiamento che tende a minimizzare le criticità piuttosto che affrontarle.

La variazione è stata infine approvata con 8 voti favorevoli e 4 astensioni.

Piano Diritto allo Studio 2024-2025: Le Criticità Sollevate da Mezzago Democratica

Il sesto punto dell’ordine del giorno trattava invece il tema dell’approvazione del Piano Diritto allo Studio per l’anno scolastico 2024-2025, suscitando un ampio dibattito. I consiglieri di Mezzago Democratica hanno partecipato in modo compatto e propositivo, esprimendo il loro profondo interesse per un settore così fondamentale come la scuola e l’istruzione. Tutti hanno portato contributi significativi, mostrando l’importanza che il nostro movimento attribuisce alla formazione delle giovani generazioni e al sostegno alle famiglie.

Presentazione del Piano da parte dell’Assessore Severgnini

L’assessore Severgnini ha illustrato i principali obiettivi e impegni del piano, sottolineando alcuni punti chiave. Tra questi, ha evidenziato un calo del 15% degli studenti residenti negli ultimi tre anni, attribuibile a tendenze demografiche nazionali e, in parte, alla migrazione verso altri istituti. Ha inoltre segnalato che il successo scolastico rimane elevato, con il 100% di promozioni all’esame di terza media. Il piano prevede investimenti per garantire servizi essenziali come il trasporto per attività sportive e musicali, riduzioni sui costi della mensa per famiglie con ISEE ridotto, e supporti educativi. Inoltre, include contributi per il funzionamento dell’Istituto Comprensivo, supporto a progetti educativi speciali come “I care” e “English for everyone“, oltre a collaborazioni con associazioni locali come gli Amici della Musica.

Le Critiche e Proposte di Mezzago Democratica

I consiglieri di Mezzago Democratica hanno espresso diverse critiche e proposte per migliorare il Piano Diritto allo Studio, evidenziando punti di interesse e preoccupazione.

Il capogruppo Alessandro Vitali ha sottolineato la mancanza di una commissione scuola, strumento che avrebbe favorito un confronto più partecipato tra Amministrazione, famiglie e scuole. Vitali ha anche constatato il pesante calo degli iscritti alla scuola primaria (passati da 213 nell’a.s. 2022/2023 a 150 nell’anno in corso 2024/2025), interrogandosi anche sulle sue possibili ripercussioni sul servizio mensa. Tra i temi sollevati, ha evidenziato l’assenza di progressività nelle tariffe mensa, ritenendole inique, e ha suggerito di facilitare l’iscrizione ai servizi scolastici per chi può avere difficoltà con le procedure online.

Come si evince dalla tabella riportata, dai 15.000 euro di ISEE in su non ci sono differenze nei costi

La consigliera Elisa Asnaghi ha poi sollevato il problema della mancanza di dati dettagliati sulla scuola paritaria Ferrario, ritenendo essenziale conoscere il numero degli iscritti per valutare l’adeguatezza delle risorse destinate. Ha espresso inoltre preoccupazione per la riduzione delle ore di assistenza educativa e di mediazione culturale, che considera insufficienti per le esigenze degli studenti stranieri. La consigliera ha evidenziato una discrepanza nella distribuzione dei contributi destinati alla scuola Ferrario rispetto all’Istituto Comprensivo e ha espresso perplessità sull’aumento del contributo per studenti meritevoli, sostenendo che la crescita individuale andrebbe premiata indipendentemente dal voto numerico.

La consigliera Irina Bordogna ha espresso rammarico per la scomparsa del progetto del “Mezzaghero”, che coinvolgeva gli studenti nella redazione dell’informatore comunale, promuovendo così il senso civico e la partecipazione alla comunità. Ha auspicato l’istituzione di un nuovo progetto che possa sostituire e ripristinare queste importanti funzioni educative e sociali.

Il consigliere Giorgio Monti, infine, ha sottolineato il tono, a suo avviso inopportuno, utilizzato dall’assessore Severgnini nelle risposte, auspicando maggiore apertura e rispetto verso i consiglieri di opposizione. Ha inoltre contestato l’affermazione secondo cui i tagli ai servizi siano dovuti unicamente a vincoli di bilancio, sostenendo che si tratta di scelte politiche mirate.

Conclusioni

In generale, i consiglieri di Mezzago Democratica hanno espresso un profondo disappunto per la mancata collaborazione da parte dell’Amministrazione e hanno chiesto maggiore trasparenza nella gestione delle risorse scolastiche, soprattutto riguardo alla scuola paritaria Ferrario. Il nostro movimento ritiene che l’istruzione e il sostegno agli studenti siano aspetti cruciali, soprattutto in un contesto come quello di Mezzago, caratterizzato da una situazione economica fragile. Ribadiamo l’importanza di un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, auspicando l’istituzione di una commissione scuola per favorire il confronto e l’inclusione di tutta la comunità nelle decisioni che riguardano il futuro dei nostri ragazzi e delle loro famiglie.

Recesso del Comune di Ornago dalla Convenzione per la Gestione Associata della Polizia Locale

Il settimo punto all’ordine del giorno ha riguardato il recesso del Comune di Ornago dalla convenzione per la gestione associata del servizio di Polizia Locale, di cui fanno parte i Comuni di Mezzago, Cavenago di Brianza e Bellusco. Questo provvedimento è conseguenza della decisione di Ornago, capofila del Comando “Brianza Est”, di abbandonare la convenzione.

Il Sindaco Rivabeni ha spiegato come, nel corso degli anni, i Comuni di Mezzago, Cavenago e Bellusco abbiano supportato le carenze di personale e risorse di Ornago, prorogando più volte la convenzione in un’ottica di solidarietà e collaborazione. Tuttavia, di fronte alla decisione unilaterale di Ornago di ritirarsi, i Sindaci degli altri Comuni hanno ritenuto necessario accettare il recesso, pur manifestando rammarico per la fine di un accordo che rappresentava un esempio di sinergia intercomunale.

Durante la conferenza dei Sindaci, i rappresentanti di Mezzago, Cavenago e Bellusco hanno espresso la loro disapprovazione verso le motivazioni addotte da Ornago, che ha giustificato l’uscita citando presunti disservizi e diseconomie. I Sindaci degli altri Comuni hanno sottolineato come tali problematiche non siano mai state evidenziate durante la gestione associata e hanno criticato Ornago per la scarsa partecipazione attiva, specialmente per quanto riguarda il mancato impegno nell’assunzione di personale, indispensabile per un servizio adeguato.

Con il recesso di Ornago, tutte le competenze relative al servizio di Polizia Locale torneranno sotto la responsabilità diretta del Comune di Ornago, incluso il sistema di videosorveglianza e le attrezzature associate.

Approvazione del Piano Cimiteriale Comunale

L’ottavo punto all’ordine del giorno ha riguardato l’approvazione del Piano Cimiteriale Comunale. L’assessora Visconti ha introdotto brevemente la questione, ricordando che il Piano Regolatore Cimiteriale era stato reso pubblico sul sito istituzionale del Comune dal 12 agosto all’11 settembre 2024, dando ai cittadini la possibilità di consultarlo e di presentare eventuali osservazioni entro 30 giorni. Non essendo pervenute osservazioni né da enti né da cittadini, il Consiglio è stato chiamato a procedere con l’approvazione.Mezzago Democratica ha espresso parere favorevole, confermando di aver esaminato il documento senza riscontrare criticità significative. È stata inoltre evidenziata la completezza tecnica del piano, il quale si concentra sugli adeguamenti e ampliamenti dei servizi esistenti, senza modificare l’attuale conformazione del cimitero.

Adeguamento del Contratto per la Gestione dei Rifiuti

Il nono punto all’ordine del giorno ha riguardato l’adeguamento e la revisione del contratto di servizio per la gestione dei rifiuti urbani con CEM Ambiente S.p.a., in ottemperanza alla deliberazione ARERA n. 385/2023/R/rif. L’assessora Visconti, responsabile per l’ambiente, ha illustrato il punto, spiegando come la delibera ARERA introduca un nuovo schema contrattuale tipo che definisce in modo standardizzato i rapporti tra enti locali e gestori dei servizi di gestione dei rifiuti.

CEM Ambiente S.p.a., in qualità di gestore del servizio, ha proposto un contratto tipo uniforme per tutti i comuni soci, completato dal Comune di Mezzago. La delibera di approvazione deve essere inviata all’autorità competente entro 30 giorni per garantirne l’efficacia.

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità l’adeguamento e la revisione del contratto di servizio con CEM Ambiente S.p.a., votando anche per l’immediata eseguibilità della delibera.

Recesso del Comune di Mezzago dall’AICCRE

Il decimo punto all’ordine del giorno ha trattato il recesso del Comune di Mezzago dall’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (AICCRE). Fondata nel 1952, l’associazione ha come obiettivi coinvolgere le autonomie locali nel processo di integrazione europea, promuovere lo scambio di buone pratiche tra enti locali e facilitare l’accesso ai programmi europei. 

Il Sindaco Rivabeni ha ricordato che la partecipazione di Mezzago all’AICCRE risale al 1989, ma che negli anni si è persa traccia delle attività legate all’associazione. L’ultima quota associativa pagata risale al 2017 e da allora il Comune non ha più versato contributi. Considerando questa inattività, il Sindaco ha proposto di formalizzare esplicitamente il recesso, già comunque scaturito di fatto secondo il Regolamento (il Regolamento dell’AICCRE prevede infatti che il socio che non versa la propria quota per tre annualità consecutive cessa ipso facto di essere membro).

Il capogruppo Alessandro Vitali, a nome di Mezzago Democratica, ha evidenziato il ruolo importante dell’AICCRE, specialmente in ambito di gemellaggi e progetti europei. Ha ricordato che Mezzago è gemellato con Saint-Pierre-de-Chandieu in Francia e Reilingen in Germania e che in passato ha beneficiato di contributi per progetti legati a questi gemellaggi. Pur prendendo atto della mancata partecipazione attiva del Comune dal 2017, Vitali ha sollevato dubbi sull’opportunità di abbandonare un’associazione che potrebbe ancora offrire servizi utili, soprattutto in termini di opportunità di finanziamento.

In risposta, il Sindaco Rivabeni ha evidenziato come l’assenza di informazioni sulle attività dell’AICCRE e il mancato pagamento della quota associativa mostrino la scarsa utilità che l’associazione ha avuto per Mezzago negli ultimi anni. Ha tuttavia lasciato aperta la possibilità di riconsiderare l’adesione in futuro.

Il Consigliere Giorgio Monti ha ricordato che la sospensione dei pagamenti potrebbe essere stata una dimenticanza legata al passaggio all’Unione dei Comuni, avvenuto nello stesso periodo. Ha sottolineato che Mezzago si era riavvicinato all’AICCRE nel 2009, ottenendo contributi per progetti di gemellaggio. Ha inoltre sottolineato l’importanza di una maggiore progettualità nelle iniziative europee, citando l’esempio di altri Comuni più attenti e virtuosi.

Il Consigliere Biffi di Cambia Mezzago ha riconosciuto il valore dell’AICCRE, ma ha ribadito che la scarsa partecipazione e l’assenza di proposte significative dall’associazione mostrano come non sia più strategica per il Comune.

Il Consiglio Comunale ha approvato il recesso dall’AICCRE a maggioranza, con l’astensione del gruppo Mezzago Democratica.

Il Gruppo di Mezzago Democratica

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