Tra interruzioni e voti contrari, l’opposizione non si ferma
Martedì 24 marzo 2026 si è tenuto il Consiglio Comunale di Mezzago. Sette punti all’ordine del giorno, tra interrogazioni, mozioni, ratifiche e variazioni di bilancio. Un’assemblea lunga, a tratti tesa, in cui Mezzago Democratica ha portato argomenti concreti, dati precisi e proposte chiare — spesso accolte dalla maggioranza con voti contrari e qualche “scivolata” fuori luogo e fuori tema.
Cestini e rifiuti: il problema è il personale, non solo le telecamere
Il primo punto presentato da Mezzago Democratica era un’interrogazione sulle croniche criticità nella gestione dei cestini pubblici e sull’abbandono dei rifiuti.
Il capogruppo Alessandro Vitali ha illustrato la situazione con chiarezza, partendo da un dato di fatto: qualche anno fa il servizio era garantito da due operatori, oggi è sulle spalle di uno solo, con un supporto esterno ridotto da 18 a 8 ore settimanali. «Il problema è come è organizzato il servizio e le risorse che al servizio sono destinate», ha detto Vitali, che ha sostenuto e valorizzato il lavoro svolto dall’unico operatore del Comune.
La risposta del Sindaco si è concentrata quasi esclusivamente su polizia locale, videosorveglianza e fototrappole — strumenti sanzionatori utili, ma che da soli non bastano. Vitali lo ha fatto notare nella replica: «Le parole più utilizzate sono state “polizia locale”, “videosorveglianza”, “fototrappole” — eppure il problema persiste e le segnalazioni restano costanti.»
A quel punto è accaduto qualcosa che vale la pena raccontare. Mentre Vitali aveva ancora la parola per la sua replica di tre minuti, il Sindaco lo ha interrotto per contestare l’uso della parola “tagli“. Il consigliere Vitali ha fatto notare di avere ancora tempo a disposizione. Il Sindaco ha risposto: «Al Presidente è consentito intervenire in qualsiasi momento, e lei non ha la parola.» Il consigliere Monti ha obiettato che non si può interrompere chi sta parlando solo perché si dice qualcosa di scomodo. Il Sindaco ha abbandonato la sala per circa quattro minuti, sospendendo di fatto il Consiglio.
Al rientro, Vitali ha ripreso con educazione e concluso il suo intervento, ribadendo con chiarezza i dati: tre giri di svuotamento ai tempi dell’Unione dei Comuni, due oggi; 18 ore di supporto esterno per 52 settimane prima, 8 ore per 28 settimane ore. «È chiaro, evidente e manifesto che ci sono stati dei tagli al servizio e che un operaio da solo può fare meno lavoro di due.»
Verde e biodiversità: una mozione respinta senza argomenti solidi
Mezzago Democratica ha portato in aula anche una mozione sulla tutela del verde e le compensazioni ambientali. Il ragionamento era semplice: negli ultimi anni il patrimonio arboreo del paese ha subito una riduzione consistente — il caso del Bosco in città è emblematico — senza prevedere adeguate compensazioni. La mozione chiedeva alla Giunta di mappare gli interventi effettuati, quantificare gli impatti e individuare aree per nuove piantumazioni.
Il consigliere Monti ha sollevato una questione precisa: il Comune impone ai cittadini privati di richiedere autorizzazione per abbattere un albero, prevedendo la sostituzione dell’essenza. «Questo dovrebbe valere anche per l’azione dell’amministrazione». Ha quindi citato il caso del cedro del Libano dell’ex circolo Acli — segnalato nel PGT come esemplare significativo — per cui non è nota alcuna compensazione.
Vitali, nella dichiarazione di voto, ha ricordato come Mezzago già nel 1985 potesse vantare progetti pionieristici in tema ambientale, con il “Bosco in città”, realizzato con la partecipazione dei bambini delle scuole: «È veramente un peccato aver perso questa visione». Ha citato quindi alcuni Comuni vicini — Vimercate, Cavenago, Agrate — come esempi virtuosi su cui ispirarsi.
La mozione è stata respinta ancora una volta, con i voti contrari di tutto il gruppo di maggioranza.
Nuovo municipio e assemblea pubblica. La maggioranza dice no
La seconda mozione chiedeva una cosa semplice: convocare un’assemblea pubblica entro 30 giorni per illustrare ai cittadini il progetto del nuovo municipio e discutere il futuro dell’attuale sede.
Vitali ha ripercorso la storia del progetto: partito nel 2021 con un costo totale di 650.000 euro (di cui 500.000 euro di contributo regionale), lievitato fino a 1.343.000 euro, poi privato del contributo regionale con la revoca ufficiale del giugno 2025. Le risorse mancanti sono state coperte attingendo all’avanzo libero di bilancio — quel «tesoretto» che poteva essere destinato ad altre priorità. «Vincere le elezioni non vuol dire comandare», ha detto Vitali, «perché comandare è un’attività tipica dei padroni, non degli amministratori».
Il punto centrale, però, era un altro: nel Documento Unico di Programmazione non esiste una sola riga sul futuro dell’attuale sede comunale. «Non ha senso fare un’opera nuova senza sapere cosa fare di questa sede», ha detto Vitali, invitando ironicamente la maggioranza a indicare il documento e le righe in cui tale informazione sarebbe scritta.
Il consigliere Monti ha aggiunto una nota critica sulle risorse stanziate per le barriere architettoniche dell’attuale sede comunale: «Si destinano risorse a rimuovere barriere architettoniche di un edificio di cui non si conosce ancora la funzione futura. Nel PEBA ci sono tante altre azioni prioritarie su edifici già utilizzati». Ha dunque citato la scuola elementare e la mensa, che nel Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche — ottenuto dall’opposizione tramite accesso agli atti, poiché non era stato trasmesso spontaneamente — hanno ricevuto i punteggi più bassi, rispettivamente 2,1 e 2,33 su 4.
Vitali ha chiuso con un’osservazione diretta: «Sono stati i cittadini stessi a chiederci lo stato di avanzamento dei lavori. Non capisco quale sia il problema nel convocare un’assemblea in cui illustrare con chiarezza lo stato di fatto.»
La risposta della maggioranza: mozione tardiva, decisioni già prese, inutile tornarci. Voto contrario, 8 a 4.
Le luminarie: un debito fuori bilancio con una firma sopra
Il punto più discusso della serata è stato il riconoscimento di un debito fuori bilancio da circa 2.000 euro per le luminarie natalizie del 2025. La sintesi: le luminarie sono state installate senza che fosse stato formalizzato preventivamente l’impegno di spesa, come prevede l’articolo 191 del TUEL (D.Lgs. 267/2000). Un errore di procedura basilare.
Vitali ha sollevato la questione con precisione, senza toni polemici: «Si tratta di una prassi basilare dell’amministrazione. L’importo è esiguo, ma si tratta di un’anomalia, di un’irregolarità amministrativa, come scrive anche il Revisore dei Conti». Ha rilevato che durante quel periodo la segretaria era in maternità e il responsabile ad interim del servizio era il Sindaco stesso. Ha trovato «poco elegante» che la presentazione del riconoscimento fosse stata affidata alla segretaria, anziché essere assunta direttamente dal Sindaco.
Il consigliere Monti ha fatto notare che «la fornitura risulta essere stata richiesta in via informale dagli amministratori comunali, senza la corretta attivazione del procedimento gestionale» — parole tratte direttamente dalla relazione allegata alla delibera.
La risposta del Sindaco è uscita dai binari del merito: ha definito l’intervento di Monti «un dipinto verdastro», ha parlato di «teatrino» e ha evocato — senza contesto — «certi finanziamenti di gemellaggi fatti in tempi non sospetti». La consigliera Bordogna ha chiesto di riportare la discussione nel merito. Il Sindaco le ha risposto: «Non è compito suo richiedere il merito».
A fronte delle affermazioni del Sindaco, nei giorni successivi il nostro gruppo ha presentato una richiesta di accesso agli atti, per la quale gli uffici comunali hanno formalmente attestato che non risultano agli atti dell’Ente verbali, relazioni, rilievi o segnalazioni relativi a presunte irregolarità nei finanziamenti per iniziative di gemellaggio nel periodo 2014–2019.
Per questo motivo riteniamo particolarmente gravi le dichiarazioni rese in aula, in quanto prive di riscontri documentali e lesive della qualità e della veridicità del dibattito istituzionale.
In Consiglio il nostro gruppo ha votato contro il riconoscimento del debito: «Non ci sentiamo di assumerci la responsabilità di qualcosa che è stato fatto in forma sbagliata».
La delibera è stata comunque approvata dalla maggioranza e verrà trasmessa alla Corte dei Conti per le verifiche di competenza.
In breve: gli altri punti
Mezzago Democratica ha sollevato un interrogativo sull’assistente sociale, che ha beneficiato della mobilità volontaria verso il Comune di Muggiò e dall’inizio dell’anno è in servizio a Mezzago per 12 ore settimanali: era opportuno concedere la mobilità senza avere già pronta una sostituzione? Il Sindaco ha definito la scelta «confermata, convinta e necessaria», senza fornire ulteriori dettagli.
Va ricordato che il Comune di Mezzago, a sua volta, ha poi presentato un avviso per la mobilità volontaria, che però non ha prodotto il risultato sperato, non essendo arrivata alcuna candidatura. Di conseguenza, pochi giorni fa è stato indetto un concorso pubblico per assumere un nuovo assistente sociale, con scadenza a fine aprile 2026.
La discussione è avvenuta nell’ambito della variazione di bilancio per i rinnovi contrattuali del personale, approvata all’unanimità, così come avvenuto con le variazioni relative all’aggiornamento dei sistemi informatici e allo scarto degli archivi.
Il bilancio della serata
Questa seduta ha confermato uno schema ormai consolidato: Mezzago Democratica porta dati, fa domande precise, avanza proposte concrete. La maggioranza risponde con voti contrari e, quando il confronto si fa scomodo, con interruzioni e scivolate fuori luogo e fuori tema.
- Chiediamo un’assemblea pubblica sul municipio: no.
- Chiediamo un piano di compensazione per il verde perduto: no.
- Segnaliamo un errore procedurale sulle luminarie: teatrino.
I cittadini meritano risposte nel merito. Noi continuiamo e continueremo a chiederle.
Il Gruppo di Mezzago Democratica
