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Consiglio Comunale di Mezzago del 10 settembre 2024

Il Consiglio comunale di Mezzago si è riunito in seduta straordinaria su richiesta del gruppo di opposizione ‘Mezzago Democratica’. L’ordine del giorno prevedeva, oltre alle consuete Comunicazioni, due punti cruciali: un’interrogazione sul finanziamento di Regione Lombardia per la rigenerazione urbana (nuovo municipio) e una mozione sulla situazione in Medio Oriente.

Comunicazioni

Durante la prima fase della seduta, riservata alle Comunicazioni, il clima si è rapidamente surriscaldato quando il capogruppo Alessandro Vitali ha sollevato una questione riguardante un recente post sulla pagina Facebook del Sindaco. Vitali ha espresso preoccupazione per il contenuto del post, definendolo “inadeguato” e “offensivo” nei confronti di una concittadina. Ha sottolineato come un Sindaco dovrebbe essere da esempio, rappresentando l’intera comunità e non solo i suoi sostenitori.

La reazione del Sindaco è stata immediatamente difensiva: ha interrotto Vitali, ribadendo che la pagina Facebook fosse di natura privata e che il post non contenesse riferimenti specifici a nessun mezzaghese. Tali giustificazioni non hanno placato la discussione, che è rapidamente degenerata in scambi accesi tra il Sindaco e diversi consiglieri dell’opposizione. I consiglieri, interrotti durante i loro interventi, hanno cercato di esprimere il proprio dissenso, manifestando la loro disapprovazione per l’atteggiamento del Sindaco, il quale ha richiamato più volte all’ordine, minacciando di sospendere la seduta se non fosse stato rispettato il regolamento del consiglio.

L’episodio mette in luce una questione etica fondamentale: un Sindaco rappresenta l’intera comunità e dovrebbe essere da esempio per tutti. In questo caso, invece, ha pubblicato un post di pessimo gusto, senza tenere conto delle conseguenze che i social media possono scatenare.

Ci chiediamo: fino a che punto un Sindaco può considerare “privata” una pagina Facebook seguita da migliaia di cittadini? Non dovrebbe un amministratore pubblico mantenere sempre un comportamento esemplare, anche sui social?

Interrogazione del gruppo consiliare “Mezzago Democratica” relativamente al finanziamento previsto nel bando “Interventi finalizzati all’avvio di processi di rigenerazione urbana”

In riferimento al bando di Regione Lombardia “Interventi finalizzati all’avvio di processi di rigenerazione urbana”, per cui il Comune aveva ottenuto un contributo di 500.000 euro per il nuovo municipio, Mezzago Democratica ha sollevato da tempo molteplici perplessità:

  1. Evoluzione del progetto: Inizialmente prevedeva la ristrutturazione della biblioteca con riduzione degli spazi culturali. Dopo le proteste di tantissimi cittadini, si è trasformato in un ampliamento per ospitare gli uffici comunali.
  2. Aumento significativo dei costi: Da 777.000 euro iniziali a 1.343.000 euro attuali. Questo richiede un mutuo di 450.000 euro da rimborsare in 27 anni.
  3. Ritardi cronici: Nonostante tre proroghe concesse da Regione Lombardia (l’ultima al 15 maggio 2024), il Comune non è riuscito a rispettare le scadenze per l’inizio dei lavori.
  4. Rischio concreto di perdita del finanziamento: Regione Lombardia, in data 18 giugno 2024, ha comunicato che il contributo verrà revocato a causa del mancato avvio dei lavori.
  5. Mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione:
    • Non ha informato i cittadini o l’opposizione dei ritardi durante la campagna elettorale.
    • Non ha coinvolto l’opposizione in un incontro con l’impresa aggiudicataria il 29 luglio.
    • Non ha menzionato la situazione critica durante il Consiglio comunale del 30 luglio.
  1. Dubbi sulle priorità: si contesta la necessità di spendere oltre 1,3 milioni di euro per altri uffici comunali, suggerendo priorità urgenti come: impianti sportivi, illuminazione pubblica e servizi socio-culturali, per giovani e anziani.

Abbiamo posto diverse domande al Sindaco, tra cui:

  • Come intende procedere se non otterrà un’ulteriore proroga? Accenderà altri mutui?
  • In caso di annullamento del progetto, chi pagherà le eventuali penali?
  • Perché non coinvolgere i cittadini in processi partecipativi per determinare le reali priorità di Mezzago?
  • Come si concilia questa gestione con i proclamati valori di trasparenza e partecipazione?

L’Amministrazione ha agito in modo contrario ai principi di trasparenza, partecipazione e comunicazione, cercando di nascondere la propria inadeguatezza nel gestire il Comune.

Di seguito la versione completa dell’intervento

“INTERVENTI FINALIZZATI ALL’AVVIO DI PROCESSI DI RIGENERAZIONE URBANA”, questo il nome del Bando di Regione Lombardia a cui il nostro Comune ha partecipato, ottenendo l’assegnazione di un finanziamento di 500.000 euro. Un progetto, il vostro, che sin dall’inizio non appariva chiaro negli obiettivi. Nel primo progetto che avevate depositato per partecipare al bando, infatti, era prevista una ristrutturazione della biblioteca con riduzione gli spazi destinati alla cultura, il tutto per ospitare gli uffici comunali e dell’Amministrazione.

Grazie alle iniziative e all’impegno di tantissimi cittadini, quest’ipotesi di sventramento della biblioteca è stata scongiurata, evolvendosi in un ampliamento in aderenza all’attuale edificio della biblioteca sempre con l’intento, però, di trasferirvi gli uffici comunali.

Il Gruppo di Mezzago Democratica ha già più volte ricordato le sue perplessità, sia nel MERITO del progetto, che nel METODO con cui è stato portato avanti. Partiamo dal MERITO e dai contenuti. Il valore iniziale dell’opera ammontava a 777.000 euro, di cui 500.000 da Regione Lombardia e 277.000 dall’avanzo del Comune di Mezzago. Tuttavia, era palese ed evidente che questi costi stimati fossero INSUFFICCIENTI, tant’è che sono lievitati a 1 MILIONE E 343.000 EURO (quindi, calcolatrice alla mano, ben 566.000 euro in più!).

Desideriamo, in particolare, soffermarci sulle coperture economiche: 47.000 di avanzo del bilancio del Comune di Mezzago, 68.000 euro di avanzo dell’Unione retrocesso al nostro Comune, 500.000 euro da Regione Lombardia e ben 450.000 euro di MUTUO presso la Cassa Depositi e Prestiti, che i mezzaghesi dovranno pagare per i prossimi 27 ANNI!

Ovviamente, come per tutti i bandi, il contributo di Regione Lombardia era subordinato al rispetto di tassative e perentorie scadenze temporali. Inizialmente, per avere i 500.000 euro, era previsto che il Comune dovesse iniziare i lavori entro il 30 NOVEMBRE 2021. Poi c’è stata una prima proroga al 15 NOVEMBRE 2022, poi una seconda al 15 AGOSTO 2023, poi una terza al 15 MAGGIO 2024. La Regione, concedendo quest’ultima proroga, affermava categoricamente: “Non saranno ammesse ulteriori richieste di proroga del suddetto termine di inizio dei lavori. I contributi assegnati saranno revocati in caso di mancato rispetto del suddetto termine di inizio dell’esecuzione dei lavori”.

Tuttavia, l’Amministrazione Rivabeni, per sua stessa ammissione datata 17 giugno 2024, NON È STATA IN GRADO DI RISPETTARE L’ENNESIMA SCADENZA, seppur POSTICIPATA e nonostante fosse addirittura la TERZA PROROGA, e l’aggiudicazione dell’appalto è avvenuta solo il 4 giugno. In data 𝟏𝟖 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚, in risposta a due note del Comune, ha preso atto del 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢, anticipando che 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐑𝐄𝐕𝐎𝐂𝐀𝐓𝐎 (protocollo arrivo n. 5215/2024). Grazie alla richiesta di accesso agli atti fatta dal gruppo di Mezzago Democratica, siamo a conoscenza del fatto che, stante il vostro colpevole ritardo, state tentando di ottenere un’ulteriore proroga (sarebbe la quarta), o eventualmente di accedere a fonti di finanziamento alternative. Tuttavia, è inevitabile porre alcuni interrogativi, viste anche le numerose richieste che stiamo ricevendo da tanti cittadini che vogliono chiarezza, trasparenza e informazione.
1) Pensate davvero che altri uffici comunali siano la priorità per Mezzago? Credete veramente che spendere 1 MILIONE E 343 MILA EURO per realizzarli siano un investimento SERIO e LUNGIMIRANTE? Secondo noi, invece, le REALI PRIORTA’ sono altre, prima fra tutte l’impiantistica sportiva, l’illuminazione pubblica, il bosco in città, le scuole e i servizi sociali e culturali.
2) Cosa farete se Regione, come preannunciato, non vi concederà l’ennesima proroga? Altri 500 Mila euro di mutuo? Questo metterà in seria difficoltà il bilancio corrente di Mezzago per i prossimi anni e azzererà completamente la disponibilità per futuri interventi. E tutto questo per rifarvi gli uffici.
Se invece deciderete di annullare tutto, che penali ci saranno da pagare? E, in particolare, chi le pagherà le penali? Sicuramente non dovranno essere messe in capo al bilancio comunale, perché i mezzaghesi non possono pagare le inadeguatezze della vostra Amministrazione.
3) Non è il caso, fooorse, prima di impegnare somme così cospicue dei mezzaghesi, di coinvolgere veramente la cittadinanza in processi partecipativi AUTENTICI? Chiediamolo a loro, chiediamolo ai cittadini quali pensano che siano le VERE PRIORITA’ DI MEZZAGO!

Entriamo ora in alcune osservazioni relative al METODO che avete utilizzato.
Il ritardo nella realizzazione del progetto si era concretizzato già durante la campagna elettorale, visto che i lavori sarebbero dovuti iniziare entro il 15 maggio.

Perché non avete affrontato questo tema in campagna elettorale?

Perché non avete informato nessuno, né l’opposizione, né i cittadini, ma avete scelto di tenere tutto nascosto? Perché nelle vostre LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO, come primo punto, citate il nuovo municipio a fianco della biblioteca, se Regione vi ha scritto in data 18 giugno 2024, che il finanziamento verrà revocato?

Perché non avete coinvolto né informato l’opposizione dell’incontro che avete avuto presso questa sede, qui in Comune, LUNEDI’ 29 LUGLIO, ALLE ORE 17, con l’impresa aggiudicataria dei lavori?

Avete pensato fosse necessario informare l’impresa aggiudicataria della situazione di difficoltà e profonda incertezza (come avete scritto in una comunicazione datata 23 luglio), ma NON di coinvolgere né l’opposizione né i cittadini. Perché il giorno dopo, martedì 30 luglio, quando si è tenuto il Consiglio comunale, non avete fatto nessun riferimento?

Concludiamo con una domanda più generale: non erano, stando a quanto affermavate e cantavate, i valori di TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE, COMUNICAZIONE E ASCOLTO a guidare la vostra azione politica?

A noi sembra che in questa vicenda, ma anche in altre, sìano mancate completamente; anzi, avete fatto l’esatto opposto per non perdere consenso elettorale e per tentare di nascondere goffamente la vostra inadeguatezza ad amministrare Mezzago. 𝐌𝐞𝐳𝐳𝐚𝐠𝐨 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 TRASPARENZA E BUONA AMMINISTRAZIONE, BASTA RITARDI E SUPERFICIALITA’!

La risposta dell’amministrazione

Di seguito una sintesi della risposte (o mancate risposte) del Sindaco:

  1. Priorità degli uffici comunali: Il Sindaco non ha direttamente risposto se questa sia una priorità per Mezzago, ma ha confermato la volontà di procedere con il progetto, definendolo importante per lo sviluppo dei servizi e degli spazi pubblici.
  2. Piano alternativo in caso di mancata proroga: Il Sindaco ha menzionato che l’Amministrazione “confida nella proroga o comunque nel reperimento di finanziamenti alternativi di analogo tenore”, ma non ha fornito dettagli specifici su un piano alternativo o su come gestirebbe eventuali penali.
  3. Coinvolgimento dei cittadini: Non ha affrontato la questione del coinvolgimento dei cittadini in processi partecipativi.
  4. Mancata comunicazione durante la campagna elettorale: Non ha spiegato perché il tema non sia stato affrontato durante la campagna elettorale.
  5. Linee programmatiche di mandato: Ha confermato che non ci sono modifiche alla programmazione dei lavori pubblici, senza spiegare la discrepanza tra le linee programmatiche e la comunicazione di Regione Lombardia.
  6. Mancato coinvolgimento dell’opposizione nell’incontro del 29 luglio: Non ha affrontato direttamente questa questione.
  7. Mancata menzione nel Consiglio comunale del 30 luglio: Non ha spiegato perché non sia stato fatto riferimento alla situazione durante il Consiglio comunale.
  8. Trasparenza e comunicazione: Non ha direttamente affrontato le critiche sulla mancanza di trasparenza e comunicazione.

In generale, il Sindaco ha fornito una cronologia degli eventi e ha espresso la volontà di proseguire con il progetto, ma non ha risposto direttamente a molte delle domande specifiche poste dall’opposizione. La risposta si è concentrata principalmente sugli aspetti procedurali e sullo stato attuale del progetto, senza affrontare in modo esaustivo le critiche e le preoccupazioni sollevate dall’opposizione riguardo alla trasparenza, alla partecipazione dei cittadini e alle priorità di spesa.

Dell’intervento di risposta del sindaco, della durata di 8 minuti e 30 secondi, registriamo che i primi 4 minuti sono stati dedicati alle precedenti “non risposte” al tema dell’ordine del giorno, mentre i rimanenti 4 minuti e 30 secondi (più della metà del tempo utilizzabile per completare le risposte mancanti) sono stati sprecati per sollevare una polemica inutile riguardo alla forma della richiesta di convocazione del Consiglio comunale straordinario.

Il Sindaco, invece di concentrarsi sulle questioni sostanziali sollevate dall’opposizione riguardo al progetto di rigenerazione urbana e al rischio di perdita del finanziamento regionale, ha spostato l’attenzione su questioni procedurali e amministrative. Ha dedicato una parte significativa del suo intervento a criticare il modo in cui l’opposizione ha presentato la richiesta di convocazione del consiglio, definendola “gravemente viziata nella sostanza”.

Ha poi accusato il capogruppo di minoranza di aver attaccato gli uffici comunali, sostenendo che questi avessero agito in malafede per posticipare il consiglio. In particolare, ha citato una comunicazione in cui il capogruppo avrebbe avanzato il sospetto che il ritardo nella risposta sia avvenuto per ritardare la convocazione del Consiglio straordinario (richiesta formale datata 13 agosto, prima risposta datata 29 agosto).

Questo approccio sembra essere un tentativo di creare un cuneo tra l’opposizione e la dirigenza comunale, spostando l’attenzione dalle critiche sostanziali al progetto e alla sua gestione verso presunte scorrettezze procedurali dell’opposizione. 

Infine, ha interrotto i tentativi di replica dei consiglieri di opposizione, affermando che non avevano diritto di parlare in quel momento, chiudendo così la discussione senza aver effettivamente risposto alle domande originali poste nell’interrogazione.

Ancora una volta siamo davanti ad una strategia di deviazione dell’attenzione dalle questioni cruciali sollevate dall’opposizione, utilizzando invece questioni procedurali come strumento per evitare di affrontare direttamente le critiche al progetto e alla sua gestione.

Interruzione

Questo comportamento del Sindaco ha ulteriormente infiammato il pubblico presente, che si è sentito tradito dalle istituzioni, percependo una violazione dei propri diritti fondamentali. Il collegamento con il recente discorso del Presidente Mattarella alla cerimonia di apertura della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia è immediato:

Una democrazia della maggioranza sarebbe, per definizione, una insanabile contraddizione per la confusione tra strumenti di governo e tutela della effettiva condizione di diritti e di libertà al cuore della democrazia […].
Questo è il cardine della nostra Costituzione.
Questa chiave di volta della democrazia opera e sostiene la crescita di un paese, compreso il funzionamento delle sue istituzioni, se, al di là delle idee e degli interessi molteplici, c’è la percezione di un modo di stare insieme e di un bene comune; se non si cede alla ossessiva proclamazione che contrappone della rivalsa, della delegittimazione; se l’universalità dei diritti non viene menomata da condizioni di squilibrio; se la solidarietà resta il tessuto connettivo di un’economia sostenibile.

(Fonte: Presidenza della Repubblica Italiana Quirinale | Mattarella alla cerimonia di apertura della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia)

Dopo aver sospeso la seduta per 20 minuti, il Sindaco ha chiamato i Carabinieri. Tuttavia, l’intervento della forza pubblica è apparso ingiustificato e uno spreco di risorse, poiché non c’era alcun reale problema di sicurezza che richiedesse il loro intervento. I Carabinieri, accertata l’assenza di motivazioni valide, hanno lasciato il luogo poco dopo.

Crisi Israelo-Palestinese

Il dibattito è rimasto acceso anche sul punto all’ordine del giorno numero 3: la mozione presentata dal Gruppo Consiliare “Mezzago Democratica” intitolata “Cessate il fuoco ora: appello per la pace e la reciproca sicurezza tra Israele e Palestina”.

Punti Chiave della Mozione:

  • Richiesta di un immediato cessate il fuoco
  • Apertura di corridoi umanitari
  • Sostegno alla soluzione dei “due Stati”
  • Appello per il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Italia

Di seguito la mozione completa:

Il Dibattito

Il capogruppo Alessandro Vitali di Mezzago Democratica ha presentato la mozione, sottolineando l’importanza di un’azione concreta anche da parte dei piccoli Comuni su questioni di rilevanza internazionale.

Il capogruppo di Cambia Mezzago, Gian Luca Biffi, ha criticato duramente la mozione, introducendo elementi di politica nazionale nel dibattito. Ha evidenziato come la richiesta dell’opposizione locale fosse simile a quella presentata dal Partito Democratico a livello parlamentare, dove il gruppo di maggioranza si è astenuto. Tuttavia, a Mezzago la maggioranza ha scelto di votare deliberatamente contro, anziché astenersi.

Preoccupante è stata l’introduzione di elementi personali nel dibattito da parte di Biffi, che ha parlato di “risposta di pancia” e ha lamentato questioni personali come il mancato saluto da parte di alcuni cittadini a seguito delle elezioni. Tali dichiarazioni appaiono fuori luogo in una discussione su una crisi umanitaria di portata internazionale.

Il Consigliere Monti di Mezzago Democratica ha ribadito l’importanza di concentrarsi sulla gravità della situazione umanitaria a Gaza, sottolineando la necessità di un approccio che vada oltre le polemiche politiche locali.

Riflessioni

Riteniamo che, di fronte a crisi umanitarie di tale portata, il dibattito politico debba mantenersi focalizzato sulle questioni cruciali, evitando di scivolare su dispute personali o locali. La gravità del conflitto israelo-palestinese e le sue conseguenze umanitarie richiedono una riflessione seria e ponderata, libera da rancori personali o calcoli politici di basso profilo.

L’esito

Nonostante gli appelli dell’opposizione e il precedente di astensione a livello nazionale, la mozione è stata respinta con 3 voti favorevoli e 8 contrari.

Questo episodio solleva interrogativi sulla capacità delle amministrazioni locali di affrontare temi globali con la necessaria obiettività. In un mondo sempre più interconnesso, è cruciale che anche le piccole comunità sappiano alzare la voce su questioni di rilevanza internazionale, mantenendo coerenza e integrità nelle loro posizioni politiche, indipendentemente dal livello di governo.

Considerazioni riguardo il dibattito

Dopo aver assistito a quest’ultimo Consiglio Comunale, non possiamo fare a meno di condividere con voi alcune riflessioni. Quello che abbiamo visto non è solo un problema di “stile di gestione”, ma solleva serie domande sulla salute della nostra democrazia locale.

Partiamo dal comportamento del Sindaco:

  • Un atteggiamento autoritario: interruzioni frequenti, rigidità nell’applicazione del regolamento, minacce di sospendere la seduta. Sembra che il nostro primo cittadino abbia dimenticato che un Consiglio Comunale non è una classe di scuola elementare dove lui fa da maestro.
  • Intolleranza alle critiche: ogni volta che qualcuno solleva un punto critico, la reazione è difensiva o addirittura aggressiva. Ma in democrazia, le critiche non sono forse il sale del dibattito?
  • Uso improprio della posizione: il ruolo di Sindaco sembra essere visto come uno scudo per evitare il confronto piuttosto che come un’opportunità per facilitare il dialogo.
  • E il colpo di scena: chiamare i Carabinieri! Davvero? Per un dibattito acceso? Questo gesto dice molto sulla sua incapacità di gestire situazioni di tensione senza ricorrere a misure estreme.

Ma riflettiamo un attimo: cosa significa tutto questo per noi cittadini di Mezzago?

  • Rischio di una voce unica: se chi non è d’accordo viene sistematicamente zittito, come possiamo garantire che tutte le prospettive siano rappresentate?
  • Partecipazione scoraggiata: chi vorrà intervenire in futuro se sa di rischiare di essere interrotto o addirittura accusato di disturbare l’ordine pubblico?
  • Trasparenza a rischio: se le critiche vengono evitate, come possiamo essere sicuri che le decisioni prese siano nel miglior interesse di tutti?
  • Un esempio negativo: che messaggio stiamo mandando ai giovani sul funzionamento della democrazia? Che messaggio stiamo mandando ai giovani riguardo all’uso delle pagine social pubbliche?

La democrazia non è solo votare ogni cinque anni e non si esaurisce con le elezioni. È un esercizio quotidiano di dialogo, confronto e, sì, anche di critica costruttiva. Quello che abbiamo visto in questo Consiglio Comunale è l’opposto di tutto ciò.

Cosa possiamo fare? Innanzitutto, rimanere vigili e informati. Partecipare ai Consigli Comunali, per vedere con i propri occhi. Pretendere un dibattito aperto e rispettoso. E ricordare ai nostri rappresentanti eletti che sono lì per servire tutti i cittadini, non solo quelli che la pensano come loro.

La democrazia è come un muscolo: se non la esercitiamo, si indebolisce. Non permettiamo che accada nella nostra Mezzago. Facciamo sentire la nostra voce, civilmente ma fermamente

Perché una Mezzago migliore è possibile, ma solo se lavoriamo insieme per costruirla.

Una risposta su “Consiglio Comunale di Mezzago del 10 settembre 2024”

Grazie per l’ottima analisi della situazione
Grazie perchè riesco ad immaginare quanto lavoro ci sia dietro tale esposizione
Grazie per la Vision che accompagna le riflessioni a cui aderisco partecipe
E non ultimo, Grazie per aver intrapreso questa puntuale narrazione che mette a nudo le strategiche ipocrisie, nonchè la mistificata incapacità di reggere redini di governo che non si colmano se non con l’Essere e non col ruolo, la presunzione e il copia incolla dal mansionario del manager profit
Continuate a puntare il focus sull’ego smisurato (che parla di inadeguatezza e insicurezza) inevitabilmente uscirà dal carapace per mostrarsi così meschino
Grazie

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