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Consiglio Comunale di Mezzago del 20 novembre 2025

Uso gratuito della Sala Civica – Dibattito assente e attacco politico fuori tema da parte della maggioranza

La discussione sul punto dedicato all’introduzione di un numero limitato di utilizzi gratuiti della Sala Civica per tutti i gruppi consiliari si è aperta con l’illustrazione puntuale della proposta da parte di Mezzago Democratica. Il capogruppo Alessandro Vitali ha evidenziato come le attuali tariffe – circa 90 euro per poche ore – rappresentino un ostacolo concreto per svolgere attività politica e informativa a favore dei cittadini, in un contesto in cui la partecipazione democratica è in costante calo. La proposta prevedeva un numero contenuto di utilizzi gratuiti, da definire insieme, valido sia per la maggioranza sia per l’opposizione, in linea con quanto adottato in molti Comuni della zona.

Nonostante il tema riguardasse direttamente il funzionamento della democrazia locale, la maggioranza non è intervenuta in alcun modo durante la discussione. Nessuna osservazione tecnica, nessuna richiesta di chiarimento, nessun confronto sul merito. Solo al momento della dichiarazione di voto il capogruppo Biffi è intervenuto, non per discutere la proposta ma per rivolgere a Mezzago Democratica un attacco politico basato su una lettera del 2014, utilizzata per sostenere presunte incoerenze della nostra lista. Un richiamo decontestualizzato e irrilevante rispetto alla mozione in esame, che riguardava invece strumenti minimi di partecipazione democratica e non situazioni differenti risalenti a dieci anni fa. In quell’occasione, infatti, la lista “Cambia Mezzago” chiese di utilizzare la Sala Civica per riunioni interne tra consiglieri comunali e membri del proprio gruppo. L’attuale proposta del nostro gruppo, al contrario, parla chiaramente di “assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza”, in cui discutere e dibattere temi di interesse generale, nell’interesse di tutta la comunità.

Di fronte a questo intervento polemico, il consigliere Giorgio Monti è stato costretto ad annunciare il voto diverso dal resto del gruppo (si è astenuto) per avere a disposizione una nuova dichiarazione di voto e poter replicare alle ricostruzioni parziali espresse dalla maggioranza. Un gesto che dimostra come la scelta di Cambia Mezzago di intervenire soltanto al momento della dichiarazione di voto — per “avere l’ultima parola” ed evitare il confronto — finisca per ostacolare la trasparenza e la completezza del dibattito consiliare.

Mezzago Democratica ha ribadito la natura equilibrata e costruttiva della propria proposta: uno strumento semplice, condivisibile e già diffuso altrove, pensato per avvicinare i cittadini alle istituzioni senza ostacolare economicamente l’attività politica, né della maggioranza né dell’opposizione. Una misura di buon senso, respinta però senza alcuna discussione nel merito.

La mozione è stata respinta, perdendo un’occasione concreta per rafforzare la partecipazione democratica e favorire un rapporto più aperto tra gruppi consiliari e cittadinanza. 

Variazione d’urgenza di Bilancio – Ratifica

La discussione sulla ratifica della Delibera di Giunta n. 80/2025, riguardante una variazione d’urgenza di bilancio, si è aperta con l’illustrazione tecnica del Sindaco Rivabeni, che ha riepilogato le maggiori entrate derivanti dal rimborso delle spese per l’energia elettrica pubblica da parte del nuovo concessionario e l’integrazione del fondo di produttività dei dipendenti comunali. Nonostante la presenza di elementi significativi per la programmazione futura, la maggioranza non ha sviluppato alcun approfondimento oltre alla presentazione iniziale.

L’intervento più rilevante è arrivato dal consigliere Monti di Mezzago Democratica, che ha articolato una valutazione politica più ampia rispetto alla misura proposta. Da un lato, ha riconosciuto apertamente il valore dell’incremento del fondo per il salario accessorio, definendolo un passo importante per il riconoscimento del lavoro dei dipendenti comunali. Dall’altro, ha richiamato l’attenzione su aspetti strategici che la maggioranza non ha affrontato: il ricorso al Decreto PA 2025, che evidenzia la riduzione del personale rispetto al 2016, e soprattutto il vincolo che questa operazione impone sulla capacità assunzionale degli anni futuri. Un tema decisivo per la qualità dei servizi pubblici, che meriterebbe un confronto politico più ampio e approfondito.

Nonostante le osservazioni puntuali, la maggioranza non ha offerto alcuna replica. Alle riflessioni di Monti ha seguito infatti soltanto la rapida chiamata alle dichiarazioni di voto, nonostante si trattasse di un tema che incide direttamente sulla capacità dell’ente di garantire servizi adeguati negli anni a venire.Mezzago Democratica ha scelto infine l’astensione, non per contrarietà al riconoscimento alla variazione di bilancio in sé, ma per una valutazione complessiva sulla gestione del bilancio e sulla scarsa disponibilità della maggioranza al confronto su questioni strutturali.

Variazione al bilancio di previsione 2025–2027

Il punto successivo riguardava la proposta di una variazione di bilancio. Si trattava soprattutto di ratifiche tecniche: rimborsi relativi all’energia pubblica, proventi da permessi a costruire, componenti perequative della TARI, il contributo provinciale per il PEBA, manutenzioni di immobili comunali e integrazioni legate al personale.

Durante la discussione, il nostro gruppo consiliare ha posto alcune domande puntuali su voci specifiche. In particolare, il capogruppo Alessandro Vitali ha chiesto chiarimenti sullo stato di avanzamento del PEBA (il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), sul dettaglio dei proventi relativi ai permessi di costruire e sul tetto di 18.500 euro fissato dalla convenzione per i contributi ai volontari, oggi superato dalle esigenze reali di manutenzione dei mezzi. L’assessora Visconti ha comunicato che la mappatura del PEBA è sostanzialmente completata e che manca solo la relazione finale, attesa entro fine anno (al 05/12/2025 non ci è ancora stato trasmesso nulla). Per quanto riguarda il tetto di 18.500 euro fissato dalla convenzione per i contributi ai volontari, hanno invece risposto che si tratta di un limite non vincolante e superabile con nuovi stanziamenti.

Pur riconoscendo alcuni elementi di utilità, come gli interventi sulla biblioteca (sostituzione dei lucernai), sul Centro Diurno (porte antipanico) e sulle manutenzioni scolastiche, Mezzago Democratica ha annunciato l’astensione. Una scelta coerente con la nostra valutazione complessiva: pur riconoscendo il valore delle singole misure utili ai servizi, continuiamo a riscontrare l’assenza di una reale visione strategica di fondo, con una programmazione assente e non in grado di generare valore pubblico per la nostra comunità.

La variazione di bilancio è stata approvata con 7 voti favorevoli della maggioranza e 3 astensioni del nostro gruppo.Come Mezzago Democratica continueremo a monitorare attentamente le variazioni di bilancio che verranno adottate, a chiedere chiarezza su strumenti importanti come il PEBA e a proporre scelte capaci di rafforzare i servizi essenziali, supportare davvero il volontariato locale e migliorare gli spazi pubblici. La discussione sul bilancio deve guardare oltre la mera gestione annuale e diventare l’occasione per definire una visione condivisa di medio e lungo periodo che risponda alle esigenze reali della comunità.

Regolamento dei Servizi Sociali: passati solo 2 su 12 emendamenti presentati da Mezzago Democratica

La discussione sul nuovo Regolamento dei Servizi Sociali si è aperta con l’illustrazione da parte della Segretaria comunale, che ha ripercorso la struttura del documento e le motivazioni della sua adozione: riordino delle norme esistenti, semplificazione delle procedure e un sistema tariffario più lineare. 

Mezzago Democratica ha annunciato la presentazione di dodici emendamenti, mirati a rendere il testo più equo, più chiaro e più vicino ai bisogni dei cittadini.

I dodici emendamenti proposti sono stati discussi uno per uno: in pochi casi si è verificata una convergenza unanime, in molti altri si sono invece evidenziate differenze politiche profonde sul ruolo del Comune nei servizi sociali.

Quella che segue è la sintesi completa di tutti gli emendamenti e della posizione assunta da Mezzago Democratica.

Emendamento 1 – Eliminazione del limite “fino ad esaurimento degli stanziamenti”

Mezzago Democratica propone di eliminare la dicitura che limita l’erogazione dei servizi fino ad esaurimento degli stanziamenti, al fine di evitare che famiglie e persone fragili possano essere escluse a causa del semplice esaurimento delle risorse disponibili. La maggioranza, richiamandosi al parere tecnico, ha respinto l’emendamento sostenendo che la nuova formulazione sarebbe in contrasto con il principio del pareggio di bilancio.

Posizione di Mezzago Democratica:
Garantire servizi essenziali non può dipendere da un automatismo contabile; serve flessibilità e la possibilità di intervenire con variazioni quando emergono nuovi bisogni.

Conclusione:
L’emendamento viene respinto, lasciando irrisolta la questione di un margine operativo più equo per i servizi sociali.

Emendamento 2 – Interventi parziali in caso di liste d’attesa

L’opposizione richiede che, quando le richieste sono maggiori delle risorse disponibili, il Comune garantisca comunque interventi parziali o misure alternative, evitando l’esclusione totale degli aventi diritto. La maggioranza respinge, ritenendo l’obbligo troppo stringente.

Posizione di Mezzago Democratica:
Meglio offrire una risposta minima che lasciare le persone senza alcun supporto; la proposta era di buon senso e già applicata in altri servizi.

Conclusione:
Anche questo emendamento viene respinto, nonostante il suo intento pragmatico e orientato alla tutela dell’utente.

Emendamento 3 – “In collaborazione con l’interessato”

Su proposta di Mezzago Democratica, si sostituisce l’espressione “in contraddittorio” con “in collaborazione con l’interessato” nella redazione dei progetti individualizzati. È una modifica finalizzata a rafforzare l’idea di coprogettazione.

Posizione di Mezzago Democratica:
Le persone devono essere coinvolte attivamente nei loro percorsi personalizzati.

Conclusione:
L’emendamento viene approvato all’unanimità: un segnale positivo per un approccio più partecipato.

Emendamento 4 – Progetto individualizzato solo per casi complessi

L’opposizione propone di chiarire quando il progetto individualizzato è obbligatorio: solo per prese in carico continuative o valutazioni multidimensionali, evitando burocrazia inutile per interventi una tantum.

Posizione di Mezzago Democratica:
Snellire i procedimenti rende il servizio più efficace e più vicino ai cittadini
.

Conclusione:
L’emendamento viene approvato all’unanimità.

Emendamento 5 – Riduzione dei tempi di risposta (da 45 a 15 giorni)

Mezzago Democratica propone che le pratiche semplici vengano concluse entro al massimo 15 giorni, accelerando l’intervento nei casi meno complessi. Il parere tecnico è favorevole, ma la maggioranza respinge ritenendo la tempistica troppo restrittiva.

Posizione di Mezzago Democratica:
I tempi certi sono essenziali, soprattutto quando si parla di bisogni sociali.

Conclusione:
Emendamento respinto: resta la possibilità di tempistiche più lente, dunque continueremo a monitorare.

Emendamento 6 – Il Comune come garante prioritario dei servizi sociali

È l’emendamento più politico: Mezzago Democratica chiede di affermare nel regolamento che il Comune è garante prioritario dei servizi sociali e che la compartecipazione dell’utente sia successiva e commisurata alla situazione economica.

La maggioranza respinge, aprendo un confronto politico rilevante sul modello di welfare locale.

Conclusione:
Emendamento respinto: un’occasione mancata per affermare con chiarezza una visione equa e solidale, nell’interesse dei soggetti più fragili.

Emendamento 7 – Revisione terminologica sulla compartecipazione

L’opposizione propone di modificare un passaggio in cui si parla di “integrazione comunale”, rendendo il testo più coerente con il principio del Comune garante. Il parere tecnico è contrario e l’emendamento non viene accolto.

Posizione di Mezzago Democratica:
Il linguaggio definisce la visione politica: non è il Comune che “eventualmente integra”, ma sono gli utenti che sono chiamati a compartecipare in base alle proprie capacità economiche e contributive.

Conclusione:
Emendamento respinto per motivazioni tecniche, ma rimane aperta la necessità di una revisione più ampia della terminologia.

Emendamento 8 – Nessuna sospensione per morosità per minori, disabili e non autosufficienti

Un emendamento fortemente valoriale: l’opposizione chiede di escludere in modo esplicito la sospensione del servizio per categorie particolarmente fragili. La maggioranza sostiene che la tutela sia già implicita nel concetto di “elevato bisogno sociale” e respinge.

Posizione di Mezzago Democratica:
Meglio esplicitare la tutela, per evitare interpretazioni arbitrarie dell’espressione “elevato bisogno sociale” e per affermare un principio chiaro.

Conclusione:
Emendamento respinto, ma resta la centralità del tema: la protezione dei più fragili.

Emendamento 9 – Sostituzione del termine “agevolazione”

Mezzago Democratica propone di sostituire “agevolazione” con “compartecipazione”, ritenendo la formula più chiara per i cittadini. Il parere tecnico richiama il DPCM 159, che vincola la terminologia, e la maggioranza respinge.

Conclusione:
Respinto, ma verrà proposta una comunicazione più chiara (glossario o note esplicative).

Emendamento 10 – Coerenza terminologica

La stessa proposta viene avanzata per un secondo articolo: anche in questo caso è respinta per vincoli normativi.

Posizione di Mezzago Democratica:
Uniformità linguistica e chiarezza restano un aspetto importante.

Conclusione:
Si ribadisce la necessità di migliorare la terminologia adottata.

Emendamento 11 – Assistenza educativa scolastica senza liste d’attesa

L’opposizione propone che per l’assistenza educativa scolastica non si applichino liste d’attesa e che, in caso di richieste superiori alle risorse, il servizio venga potenziato immediatamente. Il parere tecnico afferma che ciò violerebbe gli equilibri di bilancio e la maggioranza respinge.Posizione di Mezzago Democratica:
Garantire l’inclusione scolastica è un dovere politico e amministrativo: i bambini e le famiglie non possono aspettare.

Conclusione generale sugli emendamenti

Il lavoro sugli emendamenti ha mostrato differenze chiare tra le due visioni politiche: da un lato Mezzago Democratica, che ha presentato proposte puntuali, orientate all’equità, alla chiarezza e alla tutela dei più fragili; dall’altro una maggioranza che ha accolto solo 2 proposte su 12, respingendo quelle dal contenuto politico più significativo.

In conclusione, l’adozione di un nuovo regolamento organico sui servizi sociali rappresenta un passaggio importante per mettere ordine in una disciplina che, sotto diversi aspetti, risultava ormai obsoleta e non allineata agli sviluppi più recenti della normativa nazionale. Tuttavia, permangono alcuni punti del regolamento che non ci convincono e che potrebbero generare criticità in futuro. Auspichiamo quindi che la maggioranza riconosca la necessità di interventi correttivi per migliorare la normativa adottata.

Mezzago Democratica continuerà a impegnarsi per un regolamento realmente accessibile, trasparente e centrato sui bisogni delle persone.

Il Gruppo di Mezzago Democratica

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