Verifica quantità e qualità delle aree da destinarsi alla residenza nonché del prezzo di cessione delle stesse per l’anno 2026 (art. 172 TUEL)
Il Consiglio comunale ha inizialmente affrontato la verifica annuale prevista dall’art. 172 del Testo Unico degli Enti Locali sulla quantità e qualità delle aree da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, nonché sulla definizione dei relativi prezzi di cessione per il 2026.
Il Sindaco ha illustrato un quadro sostanzialmente invariato: il Comune di Mezzago non dispone di nessuna area o fabbricato disponibili per la cessione nell’ambito di piani di zona per l’edilizia economica e popolare e per gli insediamenti produttivi e terziari per l’anno 2026. Di conseguenza, non vengono fissati prezzi di cessione né previste entrate a bilancio su questo fronte. La discussione si è svolta in modo lineare, senza interventi o contraddittorio e il punto è stato approvato all’unanimità con immediata eseguibilità.
Come Mezzago Democratica abbiamo preso atto di una verifica meramente ricognitiva e, proprio per questo, abbiamo espresso voto favorevole. Si tratta infatti di un atto dovuto, che fotografa una situazione già nota e non contestabile dal punto di vista tecnico.
Aliquote Addizionale Comunale all’IRPEF 2026 – Conferme senza variazioni, resta irrisolto il tema della pressione fiscale e dei servizi offerti
Il Consiglio comunale ha poi discusso la determinazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per il 2026, con la maggioranza di Cambia Mezzago che ha proposto la conferma integrale delle aliquote già in vigore nel 2025. Restano quindi invariati sia la soglia di esenzione totale fino a 14.000€, sia i tre scaglioni di aliquota (0,70% fino a 28.000€, 0,79% da 28.000€ a 50.000€ e 0,80% oltre 50.000€).
Nel corso del dibattito, la maggioranza ha ribadito che l’aumento del gettito registrato negli ultimi anni non dipende da un incremento delle aliquote, ma esclusivamente dall’aumento dei redditi dei cittadini, sottolineando inoltre come le maggiori entrate siano necessarie a sostenere una spesa corrente cresciuta anche per effetto dell’inflazione. Sul tema della pressione fiscale complessiva, il Sindaco ha escluso la possibilità di ridurre le aliquote nonostante vi sia un gettito in crescita, richiamando i vincoli di bilancio e, per quanto riguarda altri tributi come la TARI, le imposizioni normative sovraordinate.
Mezzago Democratica ha espresso una posizione critica sul merito del provvedimento. Pur riconoscendo come positivo l’innalzamento della soglia di esenzione a 14.000 euro, già attuato negli anni scorsi, abbiamo richiamato il principio costituzionale della progressività dell’imposizione fiscale (art. 53 Cost.). In particolare, abbiamo evidenziato come l’attuale struttura delle aliquote presenti differenze praticamente nulle tra il secondo e il terzo scaglione (rispettivamente 0,79% e 0,80%).
Abbiamo inoltre sottolineato come il gettito dell’addizionale comunale sia aumentato in modo consistente, passando in pochi anni da circa 410.000 euro a oltre 500.000 euro previsti, producendo di fatto un maggiore carico fiscale, soprattutto sulle fasce di reddito intermedie. Questo peso si è sommato a quello di tutti gli altri tributi, con effetti concreti sul potere d’acquisto delle famiglie e del ceto medio.
Negli stessi anni, tuttavia, non risulta che i servizi finanziati da queste entrate correnti abbiano subito miglioramenti significativi. La pressione fiscale aumenta…e i servizi?
Per queste ragioni Mezzago Democratica ha annunciato e confermato il proprio voto contrario, ritenendo che la scelta della maggioranza non colga l’occasione per intervenire in modo più equo sulla distribuzione del prelievo fiscale.
Ricognizione delle partecipazioni pubbliche – Situazione stabile, ma il controllo resta un dovere politico
Il Consiglio comunale si è poi soffermato sulla ricognizione periodica delle partecipazioni pubbliche del Comune di Mezzago, adempimento previsto dall’art. 20 del D.lgs. 175/2016.
Il Sindaco ha illustrato una situazione sostanzialmente invariata rispetto alla precedente rilevazione: le partecipazioni comunali coincidono con quelle già detenute al 31 dicembre 2024 e riguardano esclusivamente società che operano in ambiti considerati essenziali per l’erogazione dei servizi pubblici locali. Non sono emerse criticità sotto il profilo dell’efficienza, della sostenibilità economico-finanziaria o della coerenza con le finalità istituzionali, né duplicazioni di attività. La maggioranza ha quindi proposto il mantenimento integrale delle partecipazioni, senza interventi di razionalizzazione, e il punto è stato approvato all’unanimità con immediata eseguibilità.
Nel corso della discussione Mezzago Democratica ha voluto ribadire il significato sostanziale di questo passaggio, sottolineando come la ricognizione non debba essere considerata un mero adempimento tecnico. Le società partecipate svolgono servizi fondamentali per la comunità e restano strettamente legate al socio pubblico, che ha il dovere di verificarne periodicamente l’utilità, la coerenza con gli obiettivi istituzionali e la qualità delle prestazioni erogate. Proprio per questo, abbiamo richiamato l’importanza di una motivazione puntuale non solo in caso di dismissioni o riassetti, ma anche quando si conferma il mantenimento delle partecipazioni.
Mezzago Democratica ha quindi votato a favore di tale atto.
Documento Unico di Programmazione 2026-2028 – Mancano visione e programmazione
Il Consiglio comunale ha discusso la Nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione Semplificato (DUPS) 2026-2028, strumento cruciale che definisce le priorità strategiche e operative dell’amministrazione e costituisce il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione, a cominciare dal bilancio di previsione.
La Giunta ha illustrato alcune piccole modifiche puntuali rispetto alla versione di ottobre, che non ne modificano però le linee e gli obiettivi principali.
Durante la discussione, Mezzago Democratica ha sollevato questioni di merito sostanziali sulla qualità della programmazione e sulle priorità politiche dell’amministrazione. L’opposizione ha evidenziato criticità importanti: la necessità di rafforzare le politiche fiscali a sostegno anche della fascia media dei contribuenti, la carenza di iniziative concrete per favorire il commercio di prossimità in paese, l’assenza di aggiornamenti su PEBA (“Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche”, da completare entro l’anno) e, soprattutto, l’insufficienza delle risorse destinate a politiche giovanili, sport e tempo libero, inadeguate rispetto ai bisogni effettivi della comunità.
La criticità più rilevante sollevata dal capogruppo Alessandro Vitali ha riguardato il nuovo municipio: pur essendo in corso lavori per oltre un milione di euro, finanziati con mutuo da 450.000€ , avanzo di amministrazione per 350.000€ e altre risorse interne, nel DUPS non compare alcuna indicazione scritta sul futuro utilizzo dell’attuale sede comunale. Una lacuna incredibile in un documento che dovrebbe delineare con chiarezza le scelte strategiche dell’ente.
La maggioranza ha risposto sostenendo “di avere delle idee” che saranno oggetto di confronto con la cittadinanza, ma senza fornire alcun elemento concreto o programmatorio verificabile. Il Sindaco ha precisato che proprio nel pomeriggio del Consiglio, Regione Lombardia, con un emendamento al bilancio regionale, ha stanziato 100.000 euro per compartecipare alle spese di circa 250.000 euro necessarie per l’adeguamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche dell’attuale municipio.
Tutto ciò comporterà un costo complessivo per i cittadini di almeno 150.000 euro (la quota non coperta dal finanziamento regionale) solo per l’adeguamento delle barriere architettoniche, cui vanno aggiunti tutti gli altri interventi necessari per rendere utilizzabile l’edificio attuale – interventi che, nonostante sei anni di discussioni sul nuovo municipio, l’amministrazione non ha ancora identificato né quantificato. Il nostro gruppo ha ribadito una contraddizione sostanziale: nonostante i progetti per il nuovo municipio siano stati avviati anni fa, in tutto questo tempo l’Amministrazione non ha ancora definito nel principale documento di programmazione cosa fare dell’attuale sede e con quali risorse complessive. Una mancanza di programmazione che appare ancora più grave considerando la lunga gestazione dell’intervento, l’entità dell’investimento in corso e il fatto che ai cittadini non viene presentato un quadro economico complessivo e trasparente dell’intera operazione.
Durante l’intervento di Mezzago Democratica, si sono verificati episodi di interruzione che hanno ostacolato l’esposizione su un documento così complesso e strategico. Il Sindaco ha interrotto il nostro capogruppo durante la dichiarazione di voto con le parole “Io mi permetto di fermarlo solo un secondo”, e successivamente ha richiamato ripetutamente il regolamento affermando che “deve rimanere sul tema, altrimenti dal regolamento io sono obbligato a fermarla”. Tali interventi hanno interrotto il flusso argomentativo proprio nella fase più rilevante del dibattito, ma non hanno comunque impedito di sollevare le criticità riscontrate.
Mezzago Democratica ha ribadito che per fare programmazione è indispensabile partire dall’analisi dei fabbisogni reali della comunità che si amministra e sul coinvolgimento dei portatori di interesse. Il nostro gruppo ha quindi sottolineato che impegnare risorse rilevanti per il nuovo municipio senza indicare nel DUPS cosa avverrà della sede attuale rappresenta un disallineamento tra dichiarazioni politiche e contenuto dei documenti ufficiali, con possibili ricadute sulla gestione futura degli spazi pubblici e sulla sostenibilità finanziaria delle scelte. Per coerenza con la posizione già espressa sul DUPS di ottobre, Mezzago Democratica ha votato contro, esprimendo la necessità di una programmazione più trasparente, strutturata e realmente orientata ai bisogni della cittadinanza.
Il punto è stato approvato con 8 voti favorevoli e 3 contrari, ma restano aperti interrogativi importanti sulla capacità dell’Amministrazione di tradurre le dichiarazioni di intenti in scelte programmatiche concrete e verificabili. Mezzago Democratica continuerà a chiedere maggiore trasparenza, visione strategica e attenzione alle priorità reali della comunità.
Bilancio di Previsione 2026-2028 – Poche risorse per giovani e sport, scelte di investimento discutibili
Il Consiglio comunale ha infine esaminato e approvato il bilancio di previsione 2026-2028, il documento fondamentale che traduce in termini contabili le scelte politiche definite nel DUPS.
Il Sindaco Rivabeni ha illustrato il quadro generale, evidenziando il rispetto degli equilibri di bilancio, la sostenibilità della spesa corrente e la coerenza con il Documento Unico di Programmazione. Sono stati presentati nel dettaglio i principali aggregati di entrata e di spesa, le missioni e il piano degli investimenti, con particolare attenzione al nuovo municipio, ai servizi sociali, all’istruzione e alla gestione del territorio.
Mezzago Democratica è intervenuta con due interventi articolati, sollevando osservazioni di merito e di metodo. Il capogruppo Alessandro Vitali ha innanzitutto ringraziato gli uffici comunali per il lavoro svolto e il rispetto dei termini, definendo il bilancio “un vero e proprio bene pubblico” e richiamando la giurisprudenza della Corte Costituzionale sul suo valore per la programmazione democratica. Il capogruppo ha però segnalato una criticità procedurale: il Consiglio comunale è stato convocato prima che si tenesse la Commissione Bilancio, prassi ritenuta poco coerente con le modalità corrette di esame di un atto così complesso e centrale per la vita dell’ente.
Nel merito delle scelte di bilancio, Mezzago Democratica ha evidenziato stanziamenti insufficienti in settori nevralgici: politiche giovanili, sport e tempo libero; sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente; diritti sociali e politiche per la famiglia. L’opposizione ha sottolineato che “le previsioni non sono sufficienti a coprire i bisogni e le priorità” della comunità, soprattutto rispetto alle nuove generazioni e alla programmazione del territorio. È stata inoltre chiesta maggiore attenzione al tema della partecipazione dei cittadini, in particolare in occasione della variante generale al Piano di Governo del Territorio (PGT), tema centrale per il futuro urbanistico di Mezzago.
Sul fronte dei servizi a domanda individuale, Mezzago Democratica ha espresso un giudizio articolato. Da un lato, è stata accolta positivamente l’introduzione di una soglia di esenzione per la compartecipazione ai servizi CDD e CSE per cittadini con ISEE sociosanitari bassi (ISEE sociosanitario inferiore o uguale a 1.500€), un intervento che tutela i soggetti più fragili. Dall’altro, sono state evidenziate criticità sulla quota del 60% applicata alle frequenze part-time inferiori al 50% e segnalata una discontinuità rispetto al passato, con la compartecipazione che ora viene esplicitamente estesa anche alla retta e non limitata ai servizi integrativi/accessori.
La maggioranza ha risposto che le quote di compartecipazione dipendono da costi fissi a progetto e che la riduzione di alcune spese sociali è legata a una minore previsione di casi critici, aggiungendo che le previsioni di bilancio sono sempre improntate sulla pragmaticità e sulla sostenibilità.
Mezzago Democratica ha espresso una forte critica sulle scelte di investimento, ritenendo non prioritaria la decisione di contrarre un mutuo di 450.000 euro per costruire nuovi uffici comunali, per un’opera che sottrae risorse ad altri interventi più urgenti, e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per 350.000 euro reso necessario dalla perdita del contributo regionale di 500.000 euro.
Nel corso del dibattito sono emerse anche imprecisioni documentali: la maggioranza ha dovuto ammettere la presenza di refusi in alcune voci e di tariffe non applicabili presenti nei documenti di bilancio (come quella relativa al nuoto per le elementari, progetto non attivato quest’anno), elementi che hanno confermato la necessità di una maggiore accuratezza nel controllo degli atti fondamentali dell’ente.
Mezzago Democratica ha ribadito che il bilancio, pur formalmente equilibrato e rispettoso dei vincoli contabili, non risponde in modo adeguato alle priorità sociali e generazionali del Comune. Le scelte di investimento, il ricorso al mutuo, le insufficienti risorse per i giovani, per lo sport e per la tutela del territorio sollevano dubbi sulla visione di lungo periodo dell’amministrazione. Per questi motivi il nostro voto è stato contrario.
Il bilancio è stato approvato con 8 voti favorevoli e 3 contrari, ma le criticità sollevate da Mezzago Democratica pongono interrogativi sulle scelte di priorità e sulla capacità dell’Amministrazione di garantire risposte adeguate ai bisogni della popolazione, in particolare delle fasce più giovani e delle persone con fragilità.
Mezzago Democratica continuerà a vigilare sull’attuazione delle previsioni di bilancio e a chiedere una programmazione più equa, trasparente e orientata al futuro del territorio.
Il Gruppo di Mezzago Democratica
